
Non doveva pubblicare la seconda lista. Eppure Giuliano Bignasca l'ha fatto. Dopo una prima pubblicazione di dieci nominativi lo scorso 7 settembre sul Mattino della Domenica, ecco apparire sulle pagine del domenicale leghista la seconda lista dei "fuchi di Stato", ovvero dei funzionari "da lasciare a casa". Dopo la pubblicazione della prima lista vi è stata la protesta del presidente del PLR Giovanni Merlini che ha dichiarato, andando su tutte le furie: "Con l’inizio del mese di settembre la Lega ha riaperto sul Mattino la stagione della caccia al funzionario, com’è consuetudine fin dalla nascita del suo domenicale". Alla protesta di Merlini è seguita quella del Governo che, in una lettera firmata dal ministro leghista Marco Borradori e dal segretario di Stato Giampiero Gianella, ha chiesto "cortesemente ma con fermezza" di sospendere l'annunciata pubblicazione della seconda lista.Ma è stato come un invito a nozze per Bignasca, che dalle colonne del suo giornale commenta: "Su cortese e pressante richiesta del Governo cantonale e del presidente del partito radikale Coscialunga Merlini, pubblichiamo la seconda tranches di dieci fuchi di Stato da lasciare a casa". E nella sua seconda lista Bignasca ha puntato il dito su diversi dipartimenti del canton Ticino, tra cui quello delle Finanze e della Socialità.Settimana prossima, come ha annunciato Bignasca, dovrebbe apparire la terza ed ultima lista. Affaire à suivre...
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