
La negligenza dell’imputato è una negligenza grave: non vedere in maniera corretta che i veicoli davanti sono fermi, non adeguare la velocità al limite vigente in Svizzera, tanto più che non circolava su un veicolo normale. Così il giudice Mauro Ermani ha condannato il 58enne francese a 12 mesi sospesi per aver causato l’incidente in cui persero la vita due donne il 17 maggio del 2016.
“Io credo nel suo rincrescimento per ciò che è accaduto, mi sento comunque di consigliarle, con il suo problema alla vista, di non più effettuare trasporti simili” ha detto il giudice, commentando la sentenza. L’uomo infatti, cieco da un’occhio, stava trasportando una grande canoa da Venezia alla Francia, un percorso di 1400 chilometri.
Il giudice ha invece giudicato ininfluente la manipolazione della radio avvenuta circa un chilometro prima dell’incidente. Ininfluente anche se l’auto delle vittime avesse o meno le quattro frecce lampeggianti.
“Sarebbe stato meno preoccupante”, ha concluso il giudice, “se si fosse puntualmente distratto. L’incapacità di giudicare la distanza in base alla velocità è meno risolvibile”, ha detto.
Il pannello e la manipolazione della radio non sono causali, ma questo rende più preoccupante: calcolare male la distanza in funzione della velocità non è risolvibile.
All’omicidio colposo plurimo si aggiunge un’infrazione alle norme sulla circolazione stradale, per aver superato il limite di 80 chilometri all’ora da Chiasso fino a Quinto: “Se circola in un Paese, bisogna informarsi sui limiti”. Per questo è stata comminata una multa di 500 franchi.
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