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Ticino
"Fu il Ticino a difendere i frontalieri"
Redazione
12 anni fa
Christian Levrat, in arrivo oggi a Lugano, analizza la posizione ticinese sull'immigrazione. "Quanto succede in Ticino toccherà sempre di più altre regioni della Svizzera"

Un altro pezzo grosso della politica federale giunge oggi in Ticino. Due giorni prima dell'arrivo del consigliere federale Ueli Maurer, oggi è il presidente del Partito socialista Christian Levrat a compiere la trasferta per venire a tastare con mano la situazione del nostro Cantone.

Levrat, che incontrerà il comitato cantonale del suo partito al Palazzo dei congressi di Lugano, con una riunione aperta al pubblico a partire dalle 18.30, si è intanto già ampiamente espresso sui problemi del Ticino in un'intervista pubblicata su La Regione di oggi.

"L'esito del voto del 9 febbraio è solo servito ad aprire gli occhi su un disagio che ha radici lontane" ha dichiarato il presidente socialista. "Questo non giustifica comunque la latitanza della Berna federale, in particolare dei consiglieri federali che non sono venuti in Ticino prima della votazione sull'immigrazione. È vero, forse un loro intervento dell'ultima ora non sarebbe servito a molto. Ma non si può andare solo dove il 100 per cento della popolazione è già d'accordo. Bisogna avere il coraggio di affrontare pure realtà scomode."

Levrat si appresta quindi ad affrontare questa "realtà scomoda" che è il Ticino. Una realtà per la quale lui prevede una diffusione a macchia d'olio. "Quanto sta succedendo in Ticino toccherà sempre più altre regioni della Svizzera" ha affermato. "Per questo affermo che la ricerca di soluzioni intelligenti, in grado di stabilizzare e regolare il mercato del lavoro in Ticino, potrebbe rappresentare un laboratorio per il resto del Paese. La politica del dumping salariale va affrontata alla radice, non solo nella Svizzera italiana. Certo, quello dei salari minimi sarebbe un primo passo in tale direzione."

Sempre nell'intervista a La Regione, Levrat non manca di avanzare qualche critica nei confronti del Ticino. "Mi sembra che proprio dal Ticino, soprattutto dalle cerchie economiche, è venuta subito dopo il 9 febbraio la richiesta per una politica flessibile per quanto riguarda i contingenti. È tutto dire. Non è del resto una novità. Furono i Cantoni di frontiera, compreso il Ticino, a pretendere agevolazioni per i lavoratori frontalieri quando, in Svizzera, furono introdotte le misure di contingentamento della manodopera estera."

Tutti questi argomenti e molto più, nell'incontro di oggi a Lugano. Vedremo quale accoglienza verrà riservata a un oratore che rappresenta una posizione oggi più che mai minoritaria in Ticino. Ma che non ha paura di esprimere ciò che pensa.

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