
Sia sul lato svizzero che sul lato italiano del confine, tutti concordano sul fatto che durante Expo 2015 la pressione sulle frontiere sarà accresciuta.
E quindi tutti si preparano ad affrontare al meglio lo storico evento, che si prevede attirerà a Milano oltre 20 milioni di visitatori.
Al meglio?
Il Sap (sindacato autonomo di polizia) di Como ha diffuso poco fa un comunicato stampa allarmato. Nel testo si legge che il Ministero dell'interno italiano ha deciso di trasferire, durante il periodo di Expo 2015, quindici agenti della polizia di frontiera dal confine italo-svizzero all'aeroporto di Malpensa.
"Un azzeramento compiuto grazie alla miopia di un Ministero dell'Interno che rafforza le frontiere aeroportuali a tutto danno di quelle terrestri e marittime" scrive il Sap. "Frontiere sguarnite che potrebbero essere scelte quale facile ingresso nel territorio italiano per elementi legati al terrorismo."
"Eppure il ministro dell'Interno, che non più tardi di sabato si era affacciato in pompa magna sulle sponde del nostro lago, aveva tessuto le lodi a favore della polizia comasca sui recenti fatti che riguardavano il terrorismo" prosegue il Sap. "Peccato che appena lasciata la nostra provincia le determinazioni prese sono andate in tutt'altro senso, lasciando in evidente difficoltà tutto l'apparato della sicurezza a Como, anche perché ci saranno, quasi sicuramente, altre partenze per Milano di personale della Questura, della Stradale e della Ferroviaria."
Il Sap conclude ricordando che "la vicina Confederazione elvetica sta intensificando i controlli lungo la fascia confinaria della nostra provincia per il periodo Expo." E auspicando che l'Italia possa, se non seguire l'esempio della Svizzera, almeno rinunciare ad amputare la polizia di frontiera comasca.
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