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Ticino
Frontiere aperte, è assalto ai supermercati
Redazione
6 anni fa
In moltissimi si sono recati oltre confine per fare acquisti durante il primo sabato dopo la riapertura delle frontiere con l’Italia

Il primo weekend dopo la riapertura delle frontiere ha portato tantissimi clienti ticinesi nei supermercati a ridosso del confine. È quanto riporta LaProvincia di Como. “Gli svizzeri non si sono fatti attendere e così hanno preso letteralmente d’assalto i negozi” si legge tra le colonne del giornale.

Le frontiere con l’Italia, lo ricordiamo, sono state aperte il 15 giugno. Lo stesso giorno la Confederazione, ripristinando la libera circolazione, ha anche rimosso il divieto di fare gli acquisti. Ciò significa che da lunedì i confederati possono recarsi liberamente oltre confine, anche per fare shopping.

Insomma, sembrerebbe che le auto ticinesi fossero davvero ovunque. A più di tre mesi senza la possibilità di fare la spesa in Italia - che per molti è un’abitudine sociale ed economica – gli avventori confederati non si sono fatti attendere. La concorrenza dei prezzi rispetto al Ticino - prosegue la testata - “è marcata e così in tutta la fascia di confine anche il traffico è stato sostenuto dalla prima mattina. Molti hanno anche approfittato per fare shopping nei loro negozi di fiducia”.

Marco Cassina, presidente di Federmoda Confcommercio ha dichiarato: “Abbiamo iniziato a rivedere gli svizzeri, soprattutto i clienti abituali. È vero che abbiamo l’ostacolo della mascherina ma una volta che verrà tolta torneremo ai ritmi regolari”. Mascherina di protezione che per gli svizzeri non sono abituati a indossarla (visto la non obbligatorietà nel Paese) è un deterrente. Ma, i commercianti specificano: “Non è un freno al pendolarismo della spesa settimanale perché chi si reca oltre confine la indossa senza problemi”.

Due avventori di Lugano hanno dichiarato ai colleghi che la spesa in Ticino durante il periodo di lockdown è “costata molto di più”. “Un carrello pieno in Svizzera ci costa 300 franchi – spiegano – in Italia abbiamo comprato di tutto per 160 euro”. E un altro aggiunge: “Non ho mai avuto paura di tornare in Italia a fare la spesa”.

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