
A seguito delle modifiche legislative in materia di imposizione alla fonte del reddito da attività lucrativa, anche i frontalieri avranno in futuro la possibilità di farsi imporre in via ordinaria in qualità di “quasi residenti”. Un nuovo regime che, secondo il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri, comporterà per i Cantoni con molti frontalieri, e in particolare il Ticino, conseguenze "estremamente negative". Per questo motivo interpella il Consiglio federale sulla soglia minima di reddito che intende mantenere per i frontalieri per poter accedere alla tassazione ordinaria.
"La modifica in questione è basata" sottolinea Quadri, "su una sentenza del Tribunale federale che data del 2010. Ma non c’era evidentemente alcuna fretta né necessità di adeguarsi, dal momento che la presunta “non conformità” è proseguita per anni, senza che ciò portasse ad alcuna conseguenza".
Ma il nuovo regime, secondo Quadri, avrà conseguenze negative per il Ticino: "Da un lato minori entrate fiscali (a seguito delle deduzioni che i frontalieri tassati in via ordinaria potrebbero far valere), dall’altro maggior onere amministrativo (per l’esame delle richieste di deduzioni), con necessità di assumere nuovo personale".
Per questo motivo chiede al Consiglio federale: "E’ sua intenzione mantenere, come peraltro indicato in diversi rapporti, la soglia minima di reddito di 120mila Fr /anno per i frontalieri per poter accedere alla tassazione ordinaria, così da porre un limite al loro accesso a quest’ultima?"
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