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Ticino
Frontalieri, l’accordo sarebbe a un passo
© CdT/Gabriele Putzu
© CdT/Gabriele Putzu
Marco Jäggli
6 anni fa
Un’accelerazione nei negoziati sull’imposizione fiscale ha avvicinato definitivamente Roma e Berna. Si prospetta una separazione tra “vecchi” e “nuovi frontalieri”

Questa volta sembrerebbe di essere di fronte a una svolta: l’accordo per l’imposizione fiscale dei frontalieri tra Italia e Svizzera, dopo l’accordo preliminare del 2015 che non era però mai stato ratificato definitivamente. Lo anticipa la RSI secondo la quale il raggiungimento di un’intesa sarebbe stata confermata da “diverse autorevoli fonti italiane”. L’accordo attuale è in vigore dal 1974 e si è cercato lungamente di redigerne una nuova versione.

I termini prospettati
A quanto sembra il nuovo accordo conterrà, come fortemente richiesto da Roma, una distinzione tra l’imposizione tra i frontalieri attuali, per cui rimarrebbe lo stesso regime di imposizione, e quelli nuovi, dove la percentuale di trattenuta alla fonte passerebbe dal 61,2% attuale all’80% complessivo. Berna inoltre avrebbe ottenuto l’abolizione del meccanismo dei ristorni: a partire dal 2034 infatti tutte le tasse dei “vecchi” frontalieri, attualmente attivi, rimarrebbero in Svizzera, versate ai cantoni di rispettiva competenza.

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