
L’accordo fiscale sui frontalieri potrebbe slittare per l’ennesima volta. La firma, annunciata entro la fine dell’anno dopo l’incontro tra la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga e il premier italiano Giuseppe Conte a fine settembre, rischia di arrivare solo nel 2021. Secondo quanto riporta il Corriere di Como, l’ultimo incontro tra le delegazioni dei due paesi chiamate a trattare i termini si è risolto con un nulla di fatto. Permangono divergenze sulla questione del cosiddetto “doppio binario”, che permetterebbe di applicare il nuovo accordo solo ai frontalieri che entrano nel mercato del lavoro svizzero in futuro. I lavoratori già attivi nella Confederazione avranno invece ancora diritto alle agevolazioni fiscali previste dal vecchio sistema fino alla pensione (con le imposte pagate solo nella Confederazione). Lo stallo delle trattative è stato confermato dal viceministro all’Economia del governo italiano Antonio Misiani al quotidiano lariano, il quale non è entrato nel merito della questione, precisando solo che al momento ci sono altre priorità.
Durante il dibattito in Gran Consiglio, anche il direttore del Dipartimento finanze ed economia (DFE) è intervenuto sul tema. Secondo quanto riferisce il Corriere del Ticino Christian Vitta non ha voluto fare previsioni sulla conclusione delle trattative. “Abbiamo incontrato poco tempo fa il consigliere federale Ueli Maurer e discusso l’accordo, da parte loro sono fiduciosi che si possa presto arrivare a una firma. Chiaramente sapendo come questo tema sia molto controverso, noi siamo molto prudenti nel dire se una soluzione sarà trovata o meno”.
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