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Ticino
Frontalieri in Ticino, lieve calo nei primi tre mesi dell'anno
Frontalieri in Ticino, lieve calo nei primi tre mesi dell'anno
Frontalieri in Ticino, lieve calo nei primi tre mesi dell'anno
Redazione
6 anni fa
Sono 67'836, lo 0,1% in meno rispetto a dicembre, ma rispetto all'anno scorso sono aumentati

In Ticino nel primo trimestre dell'anno il numero di frontalieri è ammontato a 67'836, in calo dello 0,1% (-42) rispetto a dicembre. Nel paragone con lo stesso periodo del 2019 vi è però stato un aumento del 6,5% (+4164). È quanto si estrapola dai dati pubblicati oggi dall'Ufficio federale di statistica (UST). A livello svizzero invece, l'incremento è stato dello 0,4% in tre mesi e del 4,2% su base annua a 330'077 unità. I lavoratori provengono soprattutto dalla Francia (181'064), dall'Italia (76'942) e dalla Germania (60'893). Se rispetto al precedente trimestre la variazione è minima per ogni Stato, nel raffronto con marzo 2019 si evince uno scatto dei frontalieri in arrivo dall'Italia (+7,0%), mentre la crescita di francesi (+4,1%) e soprattutto tedeschi (+1,4%) è stata inferiore.

L'UST comunque ricorda che l'evoluzione in Ticino dal 2018 è influenzata dal trattamento dei dati in sospeso nel sistema d'informazione centrale sulla migrazione (SIMIC) cantonale. Inoltre, la pandemia di Covid-19 può aver condotto a un numero accresciuto di cessazioni d'attività verso la fine del primo trimestre 2020. Alcuni frontalieri conservano però il loro permesso di lavoro e figurano ancora nel SIMIC. La crescita statistica è dunque superiore alla situazione reale. Per quanto riguarda i settori economici, la maggior parte dei frontalieri in Svizzera è impiegata nel terziario (220'661). La progressione è stata dello 0,2% in tre mesi e del 4,8% in un anno. I dipendenti nel secondario sono 107'284 (+0,7%, +3,1%) e nel terziario 2132 (+2,8%, +9,3%).

Tornando sul Ticino, il 64,6% degli impiegati provenienti da oltreconfine lavora nel terziario (43'836), settore in cui la crescita rispetto a marzo 2019 è stata dell'8,8%. Più contenuto (+2,5%) l'aumento nel secondario, che conta su 23'451 persone. Solo lo 0,8% della forza lavoro (549 unità) è invece attiva nel primario. Sempre nel cantone italofono, il 61,5% dei frontalieri sono uomini, il 38,5% donne. A livello svizzero la proporzione è leggermente più squilibrata: 64,4% contro 35,6%. Per quanto riguarda il resto del Paese, la regione con più frontalieri è come d'abitudine quella del Lemano (122'917), davanti alla Svizzera nordoccidentale (70'480). Dopo il Ticino, seguono quasi appaiate Espace Mittelland (28'561) e Svizzera orientale (27'561).

Nel confronto con dicembre, solo il Ticino registra un calo, seppur come detto lievissimo. Su base annua invece tutte le aree sono confrontate con un aumento: l'incremento percentuale di frontalieri nel cantone italofono è più basso solo del +6,6% osservato nella Svizzera centrale.

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