
Basta aprire i social all'alba per capire che il rientro al lavoro di molti frontalieri sia stato tutto meno che indolore. Già prima delle cinque sono segnalate lunghe code ai valichi aperti. Su Facebook ci si scambia notizie su quale strada sia meglio scegliere. Molti, poi, sono costretti a giri inusuali a causa della chiusura di alcuni passaggi. Una situazione denunciata da alcuni sindaci italiani della fascia di confine. Tra loro Massimo Mastromarino, sindaco di Lavena Ponte Tresa e presidente dell'ACIF, Associazione comuni italiani di frontiera. "Ci sono ancora lunghe code dovuti a spostamenti difficili, il fatto di avere anche un valico minore chiuso mi comporta un giro vizioso, così facciamo perdere tempo al lavoratore e all'azienda dove è impiegato", spiega a Teleticino dopo aver inviato una lettera al Governo Conte perché si attivi per chiedere alla Svizzera la riapertura di tutte le dogane. "Dobbiamo chiedere che dal 4 maggio tutti i valichi tornino a essere aperti, perché questo vorrà dire un minor disagio per i nostri frontalieri e per i nostri territori", spiega. "Vanno bene i controlli, ma allora apriamo più valichi possibili, in modo che i controlli vi siano in tempi ragionevoli".
Tra le richieste inviate a Roma vi è anche quella di assicurare che nelle aziende svizzere si effettuino controlli sanitari molto rigidi. A preoccupare sono i contagi di ritorno: "Dobbiamo fare in maniera tale che quei protocolli sanitari che Svizzera e Italia stanno mettendo in campo siano veramente rispettati sui luoghi di lavoro, perché non possiamo permetterci che vi sia un ritorno pandemico fra qualche settimana".
"Queste lunghe attese in colonna snervano il collaboratore prima di arrivare sul posto di lavoro, confido nell'autorità che abbiano la sensibilità da settimana prossima di cambiare regime", conferma Glauco Martinetti, presidente della Camera di commercio. "Credo non si debba esagerare chiedendo troppo, il controllo alle dogane va fatto", anche alla luce del fatto che qualcuno da respingere, quindi che non ha diritto all'entrata in Svizzera, le Guardie di confine trovano sempre.
"Se è possibile va aperto qualche valico secondario in più, ma soprattutto chiedo che il traffico in transito sia fluidificato", continua Martinetti. Per quanto riguarda i controlli sanitari, il presidente della Camera di commercio è d'accordo con i sindaci italiani: "È una richiesta lecita, a livello ticinese abbiamo sempre detto che vogliamo riaprire in sicurezza, quindi la riapertura in sicurezza è basilare. Ogni settore ha indicato in dettaglio quali sono le norme di sicurezza che vanno garantite e qui penso che sia indispensabile che vadano fatti i controlli. Questi controlli vanno fatti e a mio giudizio funzionano bene. Semplicemente vanno aumentati i controlli, perché il numero di aziende che stanno aprendo è superiore a quello di quindici giorni fa".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

