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Ticino
Frontalieri: il PPD propone la sua ricetta
Redazione
16 anni fa
Il PPD chiede di aprire le trattative con l’Italia per attenuare il ristorno a carico del Ticino

Frontalieri: il PPD propone la sua ricetta. Perché il gatto azzurro, checché ne dicano i manifesti del UDC, non dorme affatto, hanno spiegato i vertici del partito. Non solo non dorme, ma studia. E il risultato degli approfondimenti svolti dal PPD sulla tematica del ristorno dell’imposta alla fonte dei frontalieri, è stato presentato questa mattina. Un atto concreto da realizzare attraverso un’iniziativa cantonale da votare in gran Consiglio e sottoporre alle Camere federali.Il PPD, che per l’elaborazione del testo si è avvalso della consulenza del professor Marco Bernasconi, chiede alla Confederazione tre cose.Uno: aprire le trattative con l’Italia per attenuare il ristorno a carico del Ticino; il nostro cantone riversa ai comuni di italiani sulla fascia di confine il 38.8% di ciò che incassa di imposta la fonte. Gli azzurri propongono di adeguarlo all’accordo che la Svizzera ha con l’Austria: al 12.5%. Seconda richiesta: far cancellare la Svizzera dalla black list italiana in modo da agevolare il lavoro delle aziende elvetiche che commerciano con l’Italia. Terza e più pesante richiesta: se non si riuscisse a rinegoziare l’accordo con l’Italia, il PPD chiede a Berna di versare al Ticino la differenza che c’è tra il ristorno con l’italia, il 38.8%, e il 12.5% concesso all’Austria. Che in soldi fa almeno 30 milioni di franchi. Non bruscolini considerato il fatto che oggi il Ticino versa circa 50 mio di franchi l’anno ai Comuni di frontiera del Nord Italia. Certo, la richiesta di mettere mano all’accordo siglato nel 1974, non è nuova. E la situazione attuale non è certo delle più favorevoli, considerati i rapporti difficili con l’Italia, il fatto che il Governo italiano potrebbe cadere a giorni e un Consiglio federale che appare molto fragile. Ma, come si dice in questi casi, bisogna continuare a insistere. E il PPD chiede anche al Consiglio di Stato, un altro piglio nel sostenere la questione. AELLE

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