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Ticino
Frontalieri: Gobbi all'attacco
Redazione
14 anni fa
Il Ministro delle Istituzioni propone di chiedere a Berna la sospensione degli accordi bilaterali per il Ticino

Norman Gobbi è stufo. Stufo di vedere i posti di lavoro ticinesi occupati da persone non residenti. E lo scrive a chiare lettere su “Il Mattino della domenica”. Il Ministro delle Istituzioni dice che “urge una sospensione dell’accordo in Ticino”, riferendosi agli accordi bilaterali. “I casi sono sempre più numerosi e diventano significativi anche per la loro sfacciataggine. La sostituzione della manodopera indigena e residente con lavoratori frontalieri è diventata pandemica, in particolare nel settore terziario dei servizi” si legge. Gobbi, per trovare una soluzione, propone due alternative. O introdurre regole chiare per gli assunti nel pubblico o parapubblico, oppure introdurre una ecotassa sui frontalieri. Quest’ultima proposta servirebbe a “bilanciare il carico ambientale” che, sempre secondo il Ministro, non viene coperto dalle imposte alla fonte. Una terza via potrebbe invece essere quella legale. Infatti l’articolo 24 dell’ordinanza federale che limita l’effettivo degli stranieri (OLS 823.21) prevede che i cantoni possono eventualmente far dipendere il rilascio di permessi per frontalieri dalla situazione occupazionale degli indigeni. Il Cantone potrebbe quindi limitare l’assunzione di frontalieri. Ma il problema risiede nei bilaterali i quali subordinano la normativa nazionale a quella internazionale che non preve nessun limite per i frontalieri. Gobbi chiede quindi a Berna di sospendere, per il Ticino, l’applicazione dell’accordo di libera circolazione delle persone. Questo in quanto il nostro cantone vive una situazione non paragonabile a quella di altre zone della Svizzera.

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