
Anche a Roma sembra che la decisione ticinese di bloccare il pagamento dei ristorni delle tasse dei frontalieri ha smosso le acques. Il capogrupop della Lega Nord, Marco Reguzzoni comunica oggi che il Ministro degli Esteri Franco Frattini ha indetto una riunione del tavolo Italia-Svizzera.La riunione dovrebbe svolgersi già ad inizio settimana prossima. Questo il comunicato di Marco Reguzzoni:
“La decisione di Bellinzona di bloccare il 50% dei ristorni ai frontalieri – dichiara il capogruppo della Lega Nord alla Camera Marco Reguzzoni – pur non essendo del tutto inattesa, suscita naturalmente preoccupazione".
“Dopo aver sollevato ieri in Aula a Montecitorio il problema - spiega Reguzzoni - ho sentito oggi il ministro Franco Frattini, che mi ha confermato che convocherà già oggi stesso il tavolo Italia-Svizzera, organismo bilaterale competente per la risoluzione delle problematiche in questione. La riunione potrebbe svolgersi già lunedì mattina o comunque nei primi giorni della prossima settimana”. “Serve infatti un’azione urgente – ha continuato il capogruppo della Lega Nord alla Camera - che faccia seguito alla mia richiesta, avanzata ieri a Montecitorio e nei giorni scorsi con l’approvazione di un’apposita mozione della Lega, di dare attuazione nel più breve tempo possibile alla rimozione della Svizzera dalla black list. E poi sarà indispensabile il dialogo per chiarire i rapporti bilaterali fra Italia e Svizzera. Un dialogo diplomatico ma concreto, che tuteli i diritti dei frontalieri e dei Comuni.” “Proprio il nodo della black list – sottolinea Reguzzoni – deve essere sciolto subito, per evitare che i sindaci e i Comuni di confine paghino conseguenze troppo alte. Per questo è necessaria una presa di posizione forte del Governo, perché c’è in gioco lo sviluppo di un territorio che abbraccia, centinaia di Comuni nelle Province di Varese, Sondrio, Como, Lecco e Verbania”. “So che il territorio – ha concluso il capogruppo della Lega Nord alla Camera – si sta muovendo, ed è previsto un incontro fra tutti i Comuni e le Comunità Montane interessate. Questo è un importante segnale di unità, che dimostra fra l’altro la necessità di dare agli stessi enti del territorio il potere per risolvere i propri problemi”.L'ambasciatore italiano al DFAEL'ambasciatore italiano si è recato oggi alle 15 presso il Dipartimento degli Affari Esteri. Alla domanda di cosa pensa della decisione del governo ticinese di congelare il 50% dei ristorni? L'Ambasciatore italiano ha risposto che "la Svizzera e l'Italia sono paesi talmente amici da non riuscire a immagine l'insorgere di problemi o, per lo meno, non se lo augura". Dopo l'incontro, Deodato ha ribadito di non aver consegnato alcuna nota di protesta. Egli non ha voluto precisare se avesse ricevuto garanzie da Berna secondo cui la Confederazione versa comunque i ristorni, nonostante la decisione dell'Esecutivo ticinese. Lo riferisce l'ATS.
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