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Ticino
Frontalieri del calcio, “perché non limitare la mobilità?”
Redazione
5 anni fa
Il consigliere nazionale Lorenzo Quadri chiede al Consiglio federale se accettabile che in Ticino entrino dalla Lombardia “frotte di persone per praticare attività sportiva amatoriale”

Il tema dei frontalieri del calcio amatoriale approda a Berna. In un’interpallanza inviata al Consiglio federale, il consigliere nazionale Lorenzo Quadri chiede se accettabile che in Ticino entrino dalla Lombardia, tornata in zona rossa, “frotte di persone per praticare attività sportiva amatoriale non permessa in patria, con tutti i rischi sanitari che ne derivano”.

“Le riaperture delle attività economiche sono “in bilico”, ma i “frontalieri” del calcio amatoriale (e non solo) entrano tranquillamente in Ticino dalla Lombardia tornata in zona rossa” sottolinea Quadri, secondo cui si tratta dell’ennesima dimostrazione che “tutti entrano liberamente in Ticino dalle province italiane limitrofe, non solo per lavorare ma per qualsiasi motivo (sport, tempo libero, delinquenza,...), a causa dell’assenza totale di controlli e di limitazioni sui confini con l’Italia”.

Ancora lo scorso lunedì il Consiglio federale, rispondendo a un quesito posto da Marco Romano, ha confermato che non sono necessari controlli extra con l’Italia nonostante la situazione pandemica sia peggiorata nella vicina penisola. Quadri chiede quindi “perché il Consiglio federale si rifiuta per motivi ideologici di limitare la mobilità transfrontaliera?”

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