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Frontalieri con auto svizzere, Berna contatta Roma
Frontalieri con auto svizzere, Berna contatta Roma
Frontalieri con auto svizzere, Berna contatta Roma
Redazione
7 anni fa
Il Consiglio federale risponde a Fabio Ragazzi sul decreto sicurezza: "Previsti altri incontri per mitigare effetti negativi per le ditte elvetiche"

Le autorità svizzere sono già intervenute presso le varie istituzioni italiane (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la Commissione parlamentare Trasporti, Poste e Telecomunicazioni) per evitare potenziali implicazioni negative per le ditte elvetiche che affidano un veicolo aziendale a un loro collaboratore frontaliero. È quanto ribadisce il Consiglio federale, rispondendo a una domanda del consigliere nazionale ticinese Fabio Regazzi riguardo alla conversione in legge del decreto sicurezza in materia di codice della strada. Un decreto che vieta ai residenti in Italia di guidare un'auto immatricolata in Svizzera e che penalizza, sottolineava Regazzi, le ditte ticinesi che rischiano il sequestro del veicolo assegnato a un loro collaboratore frontaliero, nonché pesanti multe. 

Nella sua risposta il Consiglio federale dice di essere al corrente della situazione e segue "con attenzione le possibili ripercussioni transfrontaliere delle misure introdotte dal decreto sicurezza in materia di codice della strada". Altri incontri con le autorità italiane sono previste al fine di mitigare questi effetti negativi. 

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