
"Siamo soddisfatti che il Ticino non ha bloccato i ristorni, ma basta con gli ultimatum!" Il sindaco di Lavena Ponte Tresa Pietro Roncoroni commenta così dalle colonne de "Il Giorno" la scadenza di primavera 2015 posta da Berna nelle trattative fiscali con l'Italia. "È giusto portare avanti le trattative, ma non a suon di ultimatum e minacce di blocco ristorni" continua Roncoroni.
"Se è vero che in Italia rientrano poco meno del 40% delle tasse pagate dai frontalieri, è anche vero che oltre il 60% resta in Ticino: il senso è che quella tassazione serva a pagare le opere, come la viabilità, che il Cantone mette a disposizione dei Frontalieri e la restante serva per le opere realizzate dai Comuni italiani, come scuole o cimiteri" afferma il sindaco di Lavena Ponte Tresa.
"Il rischio è che tirando la corda si possa arrivare al punto in cui ogni Paese tassi i propri frontalieri, facendo quindi perdere al Ticino il 60% di quella tassazione" continua Roncoroni.
Soddisfatto anche il sindaco di Clivio, Ida Petrillo: "Senza ristorni i nostri Comuni sarebbero costretti a chiudere: per parte nostra spingeremo sul Governo per far sì di chiudere al più presto la trattativa con la Svizzera anche se, questa continua minaccia, non è più accettabile, vista anche la grande collaborazione che i nostri Comuni da sempre hanno con la Svizzera".
CF
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