
A breve potrebbe essere la Svizzera, e non più l'Italia, a farsi a carico delle indennità di disoccupazione dei frontalieri. Questo l'accordo che avrebbero trovato Unione Europea e la SECO, secondo il quale a pagare non sarà più il Paese di residenza, ma quello in cui la persona lavorava e versava contributi da almeno un anno. Il quotidiano italiano Il Giorno accoglie con favore questa novità; "Nel giro di un paio di settimane sono completamente cambiate, a favore dei frontalieri, le regole del mercato del lavoro in Svizzera".
Esulta anche il sindacalista Unia Sergio Aureli: "Questa misura comporterà un riequilibrio dei diritti all’interno del mercato del lavoro Svizzero e sarà uno strumento importante per la lotta al dumping salariale, vero cancro dell’economia. Laddove i diritti verranno riequilibrati la concorrenza tra manodopera non verrò più fatta, come noi auspichiamo da sempre, attraverso l’opportunità di pagarla meno ma unicamente attraverso la qualità della stessa".
Tuttavia l'iter non si è ancora concluso: il testo dovrà essere approvato da Parlamento ed eventualmente, se modificato, essere oggetto di una procedura di conciliazione.
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