
Se a Mendrisio il numero di frontalieri ha ormai superato quello dei lavoratori indigeni (53% contro 47%), non significa che in tutta la regione la situazione sia la medesima.
A Chiasso, come scrive oggi il Corriere del Ticino, la percentuale di frontalieri raggiunge infatti "solo" il 46%. Una minoranza, quindi, seppur cospicua.
Nel dettaglio sono 7'942 i posti di lavoro disponibili a Chiasso, 3'670 dei quali occupati da persone che vivono in Italia.
Gli indigeni hanno mantenuto la maggioranza dei posti di lavoro soprattutto grazie al predominio del terziario a Chiasso, dove a differenza di Mendrisio sono presenti poche industrie. È invece assai sviluppato il settore dei servizi, con una forte presenza di banche, fiduciarie e uffici amministrativi. Dei 7'942 impieghi, infatti, 7'006 sono nel terziario. Altre 919 nel secondario, mentre l'agricoltura offre ormai lavoro a sole 18 persone.
L'avanzata dei lavoratori di oltre confine è comunque percepita anche a Chiasso, se si considera che sull'arco di due anni il numero di frontalieri è cresciuto di 724 unità.
Una tendenza che il Municipio cerca di contrastare, sensibilizzando le aziende sull'importanza di assumere collaboratori locali. Di recente, ha spiegato il sindaco Moreno Colombo, è stata avviata una collaborazione con le tante case di spedizione e di trasporti internazionali attive a Chiasso. L'obiettivo è quello di inserirvi i giovani apprendisti locali. "Per un ragazzo cominciare il proprio percorso professionale con uno stipendio di 3'000-3'200 franchi non è così male" ha dichiarato Colombo. "Vista la forte presenza di case di spedizione, vogliamo facilitare l'accesso a questo settore dei nostri giovani, favorendone la formazione come apprendisti."
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