
"Ah bene, la Giosy Tours impiega frontalieri e per di più ricercati. Complimenti!". Questo il tenore di gran parte dei commenti alla notizia dell'arresto, sabato sera a Lugano, di un autista della società bellinzonese.
Commenti sui blog, ma anche personalmente riferiti al direttore della Giosy Tours. "Ma come potevo sapere che il mio autista fosse ricercato?" esclama Lino Bassi, deluso per le critiche che gli si stanno scagliando contro. "Non tocca alla Polizia controllare queste cose? Devono aspettare che sia lui stesso a chiamare gli agenti perché un passeggero ubriaco gli ha messo le mani addosso? Il mio autista lavora da noi da più di un anno e mezzo, se davvero era ricercato avrebbero potuto verificarlo prima."
Anche perché, arrestandolo in stazione a Lugano davanti a numerosi passeggeri, ad essere colpita nell'immagine è la Giosy Tours. "Lo ha confermato pure la Polizia, il motivo che ha portato all'arresto del mio dipendente non riguarda assolutamente la sua attività per la Giosy Tours. E in ogni caso si trattava di una cosa di poco conto, visto che dopo nemmeno 48 ore l'hanno rilasciato. Intanto però la mia società ha subito un grave danno d'immagine, per non parlare dei costi sopportati per andare a recuperare il bus e risarcire le corse che non abbiamo potuto effettuare. Inoltre i miei concorrenti italiani, che già usano ogni tipo di arma per cercare di farmi fuori, hanno così trovato un nuovo modo per attaccarmi. Che bel pasticcio, hanno fatto!"
L'autista, come già reso noto, ha già ripreso regolarmente a lavorare. Sul fatto che sia un frontaliere, Lino Bassi non vede il problema. "Sulla tratta Lugano-Malpensa operano esclusivamente autisti italiani" afferma Bassi. "Io se trovassi autisti in Svizzera li prenderei più che volentieri. Qualche dipendente domiciliato in Ticino ce l'ho, ma qui da noi per fare la patente dei bus occorrono più di 20'000 franchi. Qualche giovane viene formato dalla Posta ma altrimenti come si può pensare che un ragazzino investa una tale somma per il proprio apprendistato?"
Lino Bassi, ora, sta pensando a come muoversi. Non accetta di essere finito nell'occhio del ciclone per una bazzecola che non lo riguarda neppure. "Valuterò il da farsi col mio avvocato" conclude.
AS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

