
Il Consiglio di Stato ha risposto negli scorsi giorni all’interrogazione del deputato UDC Tiziano Galeazzi, il quale chiedeva lumi al Governo sull’assunzione di un frontaliere presso l’Organizzazione socio psichiatrica cantonale per un ruolo dirigenziale, nonostante tra i candidati ci fossero diversi residenti e domiciliati.
Rispondendo a Galeazzi e cofirmatari - i deputati Gabriele Pinoja, Lara Filippini (UDC), Boris Bignasca, Massimiliano Robbiani (Lega) e Andrea Giudici (PLR) – il Governo ha spiegato che si è trattato di una promozione interna in quanto la persona in questione lavorava all'OSC dal 2007, prima come infermiere, poi come infermiere di specialità e infine quale infermiere insegnante assistente e che il ruolo ricoperto non è dirigenziale bensì “una funzione intermedia con compiti di gestione”.
Per la posizione si sono candidati in 29, cui 3 svizzeri, 2 residenti in Ticino con permesso C, 3 con permesso B, 4 con permesso G, 1 con un permesso L e i restanti 16 provenienti dall'estero. Il vincitore, pur non disponendo ancora del titolo di studio richiesto dal bando di concorso (Master in Advanced Studies), possiede “requisiti formali, che si aggiungono alle qualità personali generalmente riconosciutegli” che hanno fatto propendere per la sua assunzione “rispetto alle altre due candidature che oggettivamente non presentavano competenze professionali e personali equivalenti o almeno similari”.
Per il Consiglio di Stato, infine, l’assunzione in questione non rappresenta una violazione del principio di Prima i nostri in quanto “tali iniziative prevedono che la regola valga a parità di requisiti e qualifiche e salvaguardando gli obiettivi aziendali”.
La risposta del Governo ha lasciato decisamente di stucco Tiziano Galeazzi, che si fa portavoce del malumore dei colleghi cofirmatari. “È sbalorditivo che il Consiglio di Stato dia una risposta del genere. Si parla tanto di favorire i residente e puntualmente si ricasca in queste partiche. Addirittura è stata assunta una figura professionale che non ha ancora terminato gli studi necessari e quindi con qualifiche incomplete”.
“La gente è stufa d leggere queste cose – conclude Galeazzi – E soprattutto cosa vuol dire ‘mansioni di gestione’? Gestione del personale, dei conti o dei pazienti? Non raccontiamo che non è un manager…”
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