
Oltre al danno, la beffa.
Recentemente una 31enne frontaliera proveniente dal Varesotto è stata licenziata dalla società di Chiasso per la quale lavorava da diversi anni.
Un provvedimento che l'ha colta di sorpresa. Tanto che durante il colloquio volto a comunicarle la decisione, la donna ha perso le staffe e si è lasciata andare ad una serie di insulti nei confronti del suo ormai ex capo, invitandolo ad andare a quel paese e definendolo un escremento.
Una reazione anche comprensibile, ma sulla quale il capo ha deciso di non chiudere un occhio. L'uomo ha così denunciato l'ex impiegata per lesione dell'onore.
E ora, come riporta il Corriere del Ticino di oggi, la procuratrice pubblica Margherita Lanzillo ha emesso un decreto d'accusa nei confronti della 31enne, proponendo una pena di 7 aliquote giornaliere sospese per due anni e una multa di 100 franchi. Il reato che viene contestato alla ex frontaliera è quello di ripetuta ingiuria, per aver offeso l'onore dell'impresa per la quale lavorava e del suo dirigente.
La donna, difesa dall'avvocato David Simoni, intende però opporsi al decreto d'accusa, per cui è probabile che la vicenda si concluda con un processo in Pretura penale.
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