
Cassa malati. Polemiche e proteste. Nuovi sistemi di finanziamento delle cliniche private, esborsi di decine di milioni di franchi dal Cantone. E poi iniziative per rendere il sistema assicurativo più trasparente, più equo e con meno sprechi, raccolte firme, proposte politiche. E chi più ne ha, più ne metta.Una brevissima intro per dire che anche in Ticino, nonostante tutto, si parla di frodi ai danni della sanità pubblica: chi non ricorda la pratica ricorrente sino a qualche anno fa per cui paziente e farmacista si accordavano per "trasformare" la ricetta di un farmaco in buoni per creme, shampoo o prodotti cosmetici, scrive un giornalista de "il Caffè". Ed ecco perché i controlli a tappeto delle casse malati sono riusciti però, se non proprio ad azzerare, almeno a frenare gli abusi.La rivista romanda per i consumatori "Tout compte fait" ha appena stilato un elenco dei trucchi più in voga: dai falsi certificati medici ai buoni in farmacia, dalle ricette "contraffatte" alla vendita di medicinali non rimborsati. Senza parlare delle operazioni urgenti che, di fatto, una su tre, nascondono invece un intervento di chirurgia estetica, secondo gli esperti di "Tout compte fait". Negli ultimi anni i mezzi per contrastare i furbetti si son fatti più sofisticati. "Alcune assicurazioni, soprattutto quelle grandi come il Gruppe Mutuel - spiega Anne Durer, portavoce di Santésuisse - hanno degli scanner per evidenziare le manomissioni sulle ricette. Ad esempio, se il numero di confezioni di un medicinale è stato modificato, passando da 1 a 2, o da 3 a 4". Anche se Bruno Cereghetti, consulente di politica sanitaria, avverte: "Benvengano i controlli, ma non bisogna sospettare di tutti. In fondo sono una minoranza gli abusi".Si tratta spesso di "lavori" che è praticamente impossibile mettere in atto completamente da soli. I pazienti quindi giocano spesso "sporco" con dottori e farmacisti. Ed ecco che poi finiscono dietro le sbarre.Come nel caso accaduto tre anni fa a Sierre, che ha mandato in galera un medico e un farmacista. I due si erano accordati per permettere ai pazienti di portarsi a casa medicinali non coperti dalla cassa malati. Ad esempio, invece dello Zomig, un farmaco costoso contro l'emicrania, una scatola di Viagra. Il farmacista ha visto lievitare in modo spettacolare la propria cifra d'affari, mentre il medico, per accollarsi un tale rischio, si faceva dare parte dei guadagni.Poi c'è anche chi trasforma una ricetta in buoni d'acquisto. "Piccole truffe, è vero, ma una sull'altra causano ammanchi per centinaia di migliaia di franchi", nota Durer.Un sistema sanitario specchio di una società molte volte truffaldina. Ma le casse malati stanno cercando di darsi da fare per smascherare questa gente che, spudoratamente e ancora oggi, parla di "logica di mercato".
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