
Settimana calda sul fronte Argo 1. Stando a quanto riferito dalla RSI la magistratura sospetterebbe che l’agenzia di sicurezza (ex Otenys) sia coinvolta nel riciclaggio dei proventi di una frode fiscale ai danni dello Stato italiano, sfruttando le agevolazioni previste per il settore della ricerca (Legge n. 190).
La Argo 1/Otenys, che separatamente forniva anche consulenze informatiche, avrebbe inviato fatture a una società di Treviso – un “organismo di ricerca senza fini di lucro” – che però non avrebbe ricevuto alcuna prestazione. Il denaro, si parla di un flusso milionario, sarebbe così arrivato in Ticino e in seguito dirottato in Inghilterra o nell’Est Europa. L’amministratore della Argo 1 contesta le accuse e il suo legale ha già chiesto un incontro con il Ministero pubblico.
Emergono nuovi dettagli dall'inchiesta che la procura ticinese ha avviato nei confronti della Argo 1 (prima OtenyS). L’agenzia di sicurezza potrebbe avere riciclato i proventi di una frode fiscale orchestrata in Italia. Il raggiro, di alcuni milioni, sarebbe stato messo a segno approfittando della legge italiana n. 190, che concede la possibilità di dedurre dalle imposte gli investimenti a favore della ricerca e lo sviluppo.
Intanto, dopo che nella giornata di venerdì il Partito socialista aveva rinnovato l’invito a valutare l’istituzione di una Commissione parlamentare d’inchiesta, il PPD ha proposto l’assegnazione di un’analisi esterna per far piena luce sul caso.
Domani la Gestione valuterà se istituire una Commissione parlamentare d'inchiesta.
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