Cerca e trova immobili
Ticino
'Frocio, finocchio! Poi presi a calci e pugni'
Redazione
14 anni fa
Il racconto di uno dei ragazzi picchiati sabato al Just In di Luino, l'operatore di Aiuto Aids a Lugano Marco Coppola, a Radio 3i

"Doveva essere una serata comune. E invece è diventata una serata sconcertante", ci racconta Marco Coppola, il presidente dell'Arcigay della Provincia di Verbania e operatore di Aiuto Aids a Lugano.E' sabato sera. E tutto si svolge in una nota discoteca nei pressi di Luino, il Just In di Germignaga. "Eravamo un gruppo di amici, etero e gay, tra cui io e il mio compagno", racconta Coppola a Radio 3i. "E la serata - prosegue, raccontando la sua versione dei fatti - è andata avanti normalmente fino a quando, mentre stavo ballando su un cubo abbracciato al mio compagno, un buttafuori l'ha preso e l'ha sbattuto giù dal cubo urlandogli frocio, finocchio e altre parole di questo genere". Ma non è finita qui. "Poi, siccome gli stringeva il collo in modo quasi da strangolarlo, gli amici si sono messi in mezzo per dividerli. A quel punto i servizi di sicurezza si sono a loro volta messi in mezzo e, prendendoci e calci e pugni, ci hanno sbattuti fuori dal locale. E fino a quando non abbiamo chiamato le forze dell'ordine la cosa non si è riuscita a concludersi. Poi noi abbiamo passato il resto della serata e una parte della giornata in pronto soccorso: abbiamo tutti da 10 a 20 giorni di prognosi. Escoriazioni, pezzi di denti saltati. Io stesso sono stato buttato giù da 15 gradini di scale". Il questore di Varese, Marcello Cardona, ha sospeso per 15 giorni la licenza al locale. Queste le motivazioni: "Il questore, a conclusione di un’accurata istruttoria con l’apporto della compagnia dei carabinieri e del settore di polizia di frontiera di Luino esercitando le prerogative che gli sono attribuite dell’ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini, ha adottato il provvedimento della sospensione della licenza del locale, che già nel dicembre 2008 era stato chiuso per ripetute risse". Il caso, in Italia, è presto diventato di interesse nazionale. Ed è stato anche portato all’attenzione del Parlamento, con l’interrogazione al ministro dell’Interno presentata da Paola Concia del PD che ha chiesto "quali iniziative urgenti i ministri intendano adottare al fine di assicurare la sicurezza, la libertà e l’incolumità delle persone omosessuali e arginare l’ondata di violenza omofoba". Il titolare del Just In, stando a ciò che riferiscono alcuni dipendenti, sarebbe stato interrogato dagli inquirenti. Questo, secondo Tempi.it, quello che riferiscono i dipendenti del locale: "Abbiamo consegnato i video ai carabinieri e alla polizia e si capirà tutto. Dai video infatti si vede chiaramente quello che è successo. Ci si contesta l'omofobia: ma lì si vede che quei ragazzi non l'avevano scritto in faccia di essere gay, non è per quello che gli è stato chiesto di scendere dai cubi. E poi si vedono i nostri buttafuori che tenevano le mani in tasca. Non c'è stata aggressione. In compenso si vede benissimo che è stato aggredito il buttafuori".Le versioni sono insomma contrastanti. Abbiamo provato a contattare i dirigenti della discoteca per avere la loro versione dei fatti, per ora senza esito.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata