
Il Consiglio d'amministrazione delle FFS ha approvato l'organizzazione di una tavola rotonda per appianare il conflitto di lavoro in FFS cargo. Ieri a Berna è stata trovata una intesa al riguardo tra la direzione delle Ferrovie e il personale delle Officine di Bellinzona, in sciopero da quattro settimane. La parola spetta ora agli operai, che si riuniranno domani.Il Consiglio d'amministrazione si è riunito ieri sera per dare la sua approvazione, ha indicato stamane all'ATS il portavoce delle FFS Roland Binz. Le Ferrovie sperano ora che il personale delle officine torni al più presto al lavoro, ha aggiunto. È probabile che una decisione in tal senso sarà presa dagli operai domani.Ieri a Berna, dopo tre ore di discussione, è stata trovata un'intesa per l'inizio di un negoziato volto al salvataggio del sito ticinese. Le parti coinvolte si sono date due mesi per giungere a una soluzione. L'avvio della tavola rotonda è subordinato al nullaosta della base degli operai e del Cda delle Ferrovie.Se domani gli operai diranno di sì e riprenderanno il lavoro, durante il periodo di discussione le misure di ristrutturazione verranno ritirate.In caso di responso affermativo, ha detto all'ATS il segretario di Unia Matteo Pronzini, gli operai torneranno a lavorare mercoledì.I sindacati si sono detti soddisfatti di questi nuovi sviluppi. Il presidente del comitato di sciopero Gianni Frizzo ha dichiarato all'ATS che il risultato di ieri è una "vittoria storica". "C'è un futuro per le officine di Bellinzona", ha aggiunto ringraziando tutti gli scioperanti, le loro famiglie e la popolazione ticinese.All'incontro di ieri, voluto dal ministro dei trasporti Moritz Leuenberger per tentare di sbloccare la situazione, hanno preso parte rappresentanti del Consiglio di Stato ticinese e retico, nonché parlamentari a Berna sia ticinesi che grigionesi. Per le maestranze erano presenti sindacalisti di Unia, SEV e Transfair. Base di discussione sono state le proposte presentate dal mediatore Marco Solari nominato da Leuenberger.ATS
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