
Lo scorso 9 novembre molti studenti dell’Università di Friborgo sono scesi in piazza per protestare contro l’aumento delle tasse universitarie. Tra di essi anche numerosi ticinesi, come spiegato a La Regione da Zeno Casella dell’Unione gaudenti associati (UGA) e attivo anche nel Sindacato indipendente studenti e apprendisti (SISA).
“Un aumento di 180 franchi a semestre porta molti studenti a dove pagare l’equivalente di un altro affitto a di un abbonamento ai mezzi pubblici”, ha spiegato Casella.
Dello stesso avviso anche Damiano Pasquali dell’Assocazione generale degli studenti a Friborgo (AGEF), che dalla colonne del quotidiano bellinzonese contesta le modalità con cui la decisione è stata comunicata agli iscritti all’ateneo. “L’abbiamo saputo da un nostro membro che è in Senato accademico. È mancata la trasparenza”.
L’aggravio, trattandosi di Università cantonale, non tocca soltanto gli studenti (per la comunità è previsto un costo di 15 milioni all’anno), motivo per cui 5'600 tra studenti e cittadini hanno sottoscritto una petizione “ignorata dai vertici dell’ateneo e dal Governo, che ha approvato l’aumento il giorni prima della manifestazione”.
Mentre le associazioni stanno cercando di coinvolgere la politica, in particolare le sezioni giovanili dei partiti, nelle città universitarie di Losanna, Lucerna e Zurigo il problema non c’è oppure non è percepito così negativamente. Nela città sulle rive della Limmat, ad esempio, l’aumento c’è stato ma di ‘solo’ 70 franchi. Giustificati dall’offerta dell’Università.
(Foto: student.unifr.ch)
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