
Freno al disavanzo: siamo agli ultimatum. Non lasciatevi ingannare dal clima festoso che nella pausa dei lavori parlamentari sembra tirare a Palazzo delle Orsoline: quest’anno il panettone potrebbe seriamente andare di traverso a qualcuno. Tutta colpa della decisione del PLR, che giusto ieri, dopo una riunione al vertice, ha deciso che, contrariamente agli accordi che LEGA e PPD sostengono avesse preso in precedenza, opterà per inserire la legge che fissa il deficit massimo cantonale al 3% dei ricavi nella costituzione:passando quindi gioco forza dal voto popolare. Così adesso a Bellinzona, il rischio è che vada tutto all’aria. Perché il freno al disavanzo, è solo un tassello di una triade: con il preventivo 2014 e la famigerata road map ha il compito di riportare l’equilibrio nelle rosse casse cantonali. Ha, o forse è più corretto dire avrebbe. Le regole sono cambiate. E nessuno sembra più disposto a mediare: a partire dal PPD, che dopo un riunione d’ emeregenza, ha lanciato il suo aut-aut.
Il partito popolare democratico, comunque, è in buona compagnia. Se davvero il PLR non dovesse scendere a più miti consigli, anche la Lega è pronta a mandare tutto all’aria.
In un contesto tanto teso, il freno al disavanzo non è l’unico problema. La triade, al presidente PLR Rocco Cattaneo, sembra proprio non piacere: così ieri è tornato ad attaccare sia il preventivo definito all’acqua di rose, che la road map, rea di non portare nessuna misura concreta.
Ultimatum, aut aut, minacce che dir si voglia, non sembrano preoccupare più di tanto il partito di Cattaneo. I liberali di tornare sui loro passi non ne hanno nessuna intenzione. Perché, sostengono, noi l’abbiamo sempre pensata così.
In mezzo al parapiglia c’è anche chi semplicemente sta a guardare e scuote il capo: il PS, che alla bontà di questa santa alleanza 2.0 mai aveva creduto.
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