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Ticino
Freno ai disavanzi, il Gran Consiglio dice ancora sì
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Laura Milani
2 anni fa
I conti dello Stato continuano a dividere il Gran Consiglio. Oggi, martedì, durante la seconda giornata di dibatti parlamentari è stata respinta l’iniziativa dell’MpS per stralciare il freno ai disavanzi che impone l’equilibrio finanziario. Per la maggioranza del plenum “è una questione di responsabilità verso le generazioni future”. “Il servizio pubblico è a rischio”, risponde la sinistra.

Si è aperto con l’ennesimo scontro sui conti pubblici il secondo giorno di dibattito parlamentare a Bellinzona. Ad accendere la miccia è stato l’MPS con un’iniziativa, rigettata dalla maggioranza del plenum, che chiedeva di stralciare il freno ai disavanzi dalla Costituzione e dalla legge. Si tratta di un meccanismo approvato dal popolo nel 2014 per cui il limite del deficit cantonale non può superare il 3% dei ricavi, pena l’aumento del moltiplicatore cantonale. Un concetto rafforzato di recente dall’ormai celeberrimo decreto Morisoli per equilibrare i conti intervenendo prioritariamente sulla spesa.

"Con l’austerità il Servizio pubblico è a rischio"

Ma è proprio in tempi di crisi che secondo l’ala sinistra del Parlamento l’austerità non può essere la soluzione. “Il freno ai disavanzi porta a diminuire la spesa e quindi a peggiorare i servizi dello Stato”, ha argomentato l’iniziativista Giuseppe Sergi, sostenuto dai Verdi, dal Partito comunista e dalle deputate di Più Donne. “Basta sacrificare i bisogni dei cittadini per meri motivi contabili”, hanno detto in aula i loro rappresentanti. Quanto al Partito socialista, per voce del deputato Maurizio Canetta, ha spiegato sì di opporsi all’austerità che favorisce solo gli alti redditi, ma di non essere nemmeno favorevole all’indebitamento eccessivo. Di qui la decisione di non votare né l’iniziativa, né il rapporto di maggioranza.

"Un atto di responsabilità verso le generazioni future"

Compatti centro e destra del Parlamento nel sostenere che l’equilibrio finanziario è invece “un atto di responsabilità verso le generazioni future”. Il relatore del rapporto, Maurizio Agustoni del Centro, ha inoltre ricordato come il freno ai disavanzi sia stato imposto dal popolo sovrano. A sostenere il rapporto anche l’Udc e Avanti con Ticino & Lavoro, mentre per i Verdi liberali e Helvethica nessuna tra queste è la soluzione.

Verso il Preventivo 2025

Soddisfatto il consigliere di Stato Christian Vitta per cui “approvare quest’iniziativa avrebbe creato l’illusione di poter spendere senza responsabilità, ma qualcuno il debito prima o poi lo dovrà pagare”. Un vincolo, il freno ai disavanzi, che dunque accompagnerà anche la discussione sul Preventivo 2025, insieme al già citato decreto Morisoli. Preventivo che, come è già stato ripetuto più volte, sarà ancora più doloroso rispetto al 2024. Per quest’anno la soglia da non superare ammontava a 132 milioni ed è stata di poco sfiorata: -130,8 milioni di deficit, quasi 40 in più di quanto preventivato inizialmente dal Governo.

Sì a tre nuovi Comuni

Luce verde oggi dal Gran Consiglio anche per tre aggregazioni e quindi alla nascita dei comuni di Lema (Astano, Bedigliora, Curio, Miglieglia e Novaggio), Giornico (Giornico e Bodio) e Quinto (Prato Leventina e Quinto).