
Cresce il numero dei frontalieri in Ticino. Nel terzo trimestre del 2014, i lavoratori provenienti da oltre confine erano 62'481, il 5,3% in più rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente. Il valore rimane sostanzialmente stabile rispetto al secondo trimestre del 2014, quando i lavoratori di oltre confine erano 62'458.
A livello nazionale i frontalieri erano in Svizzera 288'492, il 4,1% in più rispetto dell'analogo periodo precedente. Nel secondo trimestre erano 288'148. È quanto risultata dai dati pubblicati oggi dell'ufficio federale di statistica (UST).
I posti di lavoro in Ticino (addetti) a tempo parziale e pieno erano 187'100, vale a dire 2600 in più, stando al Barometro dell'impiego trimestrale, pure pubblicato oggi dall'UST. L'aumento è stato quindi in un anno dell'1,4%. Per quanto riguarda i vari settori economici, i posti di lavoro in Ticino nel secondario a fine settembre erano 49'200 (+1,2% o 600 in più rispetto ad un anno fa) e nel terziario 137'900 (+1,5%). In valore assoluto l'aumento è stato di 2000 unità.In Ticino, il gruppo maggiore di frontalieri, pari a 35'954 persone, era attivo nel terziario. Erano 2'793 in più di un anno prima. L'aumento è stato quindi del 8,4%. Nell'industria questi lavoratori erano 25'923, 353 in più (+1,4%) , mentre nel primario erano 604, conto i 579 di un anno prima.
In Svizzera, il numero dei frontalieri ha subito in un anno un balzo del 6,2% nella regione di Zurigo, dove a fine settembre erano 9'392. La regione del Lemano ha il maggior numero di pendolari d'oltre confine in termini reali e il balzo in avanti in un anno è stato del 3,4% a 99'343 unità. Percentualmente l'aumento maggiore (10,2%) è registrato nella Svizzera centrale, dove alla fine del terzo trimestre i frontalieri erano 1'766.
Per quanto riguarda il loro Paese d'origine, gli italiani erano a fine settembre 69'473 pari al 5,8% in più rispetto ad un anno fa. I più numerosi rimangono i francesi (150'026, +3,2%).
In base alle professioni, l'aumento più marcato è stato quello registrato fra gli impiegati di ufficio e affini (+8,8%) e quello dei lavoratori non qualificati (+6,6%).
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