
A poche ore dal fischio d'inizio della seconda partita della Svizzera ai Mondali, sale la tensione. "Giocheremo 'fuori casa'. Qui è pieno di tifosi serbi" racconta il chiassese Stefano Tonini, ripartito con i suoi amici ticinesi alla volta di Kaliningrad, dove alle 20 si terrà l'incontro con la Serbia. "Sarà una battaglia. Anche perché il clima è sfavorevole, fa freddo e piove".
"Abbiamo tentato di creare lo stesso ambiente sull'aereo come la volta precedente" racconta Tonini, che aveva fatto cantare tutti i passeggeri diretti a Rostov con i cori elvetici. "Ma abbiamo avuto qualche difficoltà e alla fine abbiamo rinunciato, vista la presenza massiccia dei nostri 'avversari'".
Per ragioni di sicurezza anche la polizia russa non ha autorizzato il corteo di bandiere dei tifosi svizzeri verso lo stadio. Come si legge sulla pagina Facebook Swiss Fans' Embassy, dedicata ai supporter rossocrociati, è prevista la chiusura delle strade vicine alla struttura sportiva, con l'introduzione di navette dalla Fan Fest.
Ma i nostri amici non si lasciano scoraggiare e cercano di godersi qualche ora nella città sul Mar Baltico, scoprendo peculiarità e prodotti locali. E come nelle altre città russe, è stata allestita una "fan zone", con schermi giganti, dove poter seguire tutte le partite. "La gente è gasata ed è contenta che c'è tutto questo afflusso di turisti". Alla domanda se tifano Svizzera o Serbia, Tonini risponde: "Non direi che si schierano, sono abbastanza neutrali. Ma partecipano attivamente al clima festoso dei mondiali".
Tornando serio sulla partita, Tonini rimarca l'importanza dell'incontro odierno: "Sarà la partita più difficile. Se oggi la Svizzera non vince, sarà duro passare il girone. Ma noi siamo carichi. Hopp Schwiiz!"
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