
Ieri ci eravamo limitati a chiamarle genericamente riflessioni, scosse e mal di pancia. Oggi le chiamiamo con nome e cognome: “Prospettive socialiste”, ovvero un gruppo di una trentina, finora, di esponenti del PS, capitanati da Anna Biscossa, Franco Cavalli, Werner e Marina Carobbio.Socialisti delusi per il profilo politico del partito, e per le modalità con cui è nato Incontro Democratico, che hanno sottoscritto un appello che verrà fatto circolare al Congresso del 27 marzo. Ma non sarà una risoluzione. Tra i firmatari ci sono presidenti sezionali, municipali, ex deputati, personalità della cultura e della società civile. Prospettive socialiste è dunque una sorta di corrente, la cui nascita è stata accelerata da quella di Incontro Democratico."Bisogna far ripartire i partiti socialisti, che sono un po' in crisi", spiega Franco Cavalli. L’appello, che è ancora in fase di definizione, vuole soprattutto riposizionare il partito su una linea più chiare e profilata. A sinistra."A noi - spiega Franco Cavalli - interessa che il partito si riprofili chiaramente a sinistra. Che continui ad essere anche un movimento di opposizione sociale. Quindi che guardi a sinistra. Che guardi alle Officine. Che guardi agli impiegati e agli operai. Mentre ci interessano un po' meno le operazioni elitarie e i problemi di cadreghino".Cavalli giura che il gruppo non mira ad accaparrarsi qualche poltrona. E sicuramente non ha intenzioni scissioniste. "Assolutamente. L'appello che presenteremo al partito è quello di di darci tutti assieme una mossa".Dura infine, la critica alla dirigenza socialista e al presidente Manuele Bertoli. "La dirigenza in carica ha fatto due errori. Da una parte reso un po' sterile il dibattito interno. E dall'altra ha fatto questa operazione di Incontro democratico, che è un'operazione importante e che ha smosso tutto il clima politico ticinese, un po' alla carbonara".AELLE
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