
Una frattura era già emersa negli scorsi mesi, quando Michele Bertini aveva dichiarato di non voler essere un municipale azzoppato e di sentirsi un po' abbandonato dal partito. L'assemblea PLR dello scorso 15 giugno sembrava aver sistemato le cose. E invece i rapporti con il partito non sono migliorati. Il vicesindaco di Lugano ha infatti lasciato l'Ufficio presidenziale PLR del distretto. Nulla a che vedere con la mancata richiesta di candidarsi per il Consiglio di Stato nelle prossime elezioni cantonali: "In realtà mi era stato proposto già nel 2017 e io ho scelto di volermi concentrare su Lugano" ha spiegato il municipale al Corriere del Ticino (vedi articolo suggerito), aggiungendo che la politica non è tutto e la maturazione personale passa anche da una crescita professionale. È comunque innegabile la tensione coi vertici del partito, accusati da Bertini di aver legittimato alcuni comportamenti scorretti.
Radio 3i ha quindi contattato il presidente cantonale del PLRT, Bixio Caprara per parlare della situazione: "Bertini rimane un importante esponente del nostro partito all'interno del Municipio di Lugano. È un politico molto apprezzato e credo che il partito faccia bene a sostenerlo, come ha sempre fatto. La nuova sezione è entrata in opera dopo l'assemblea, superando una fase complicata. Da quello che so stanno lavorano intensamente per ridare slancio all'attività del partito in una città estremamente importante, dando il loro sostegno ai propri municipali, così anche il vicesindaco. Mi auguro che Bertini possa continuare a lavorare con slancio come ha sempre fatto e con la qualità che sta offrendo a favore della città".
Dall'esterno sembra però esserci un malcontento da parte di Bertini. "Quando c'è una crisi, come è stato l'avvicendamento alla presidenza, possono succedere delle questioni spiacevoli e non tutto va sempre come una lettera alla posta. Ho sempre dato fiducia alla sezione di Lugano per affrontare questi temi e riacquisire la serenità indispensabile per poter affrontare un'attività politica che è estremamente impegnativa".
Bertini ha lanciato anche una frecciatina al partito cantonale: "Ho sempre visto il mio lavoro come un'attività di supporto alle attività della sezione. C'era una quetione che doveva essere risolta e la sezione di Lugano mi sembra l'abbia affrontata in modo corretto. Il presidente cantonale deve cercare di aiutare nel limite del possibile, non tanto come giudice, ma come sostegno rispetto alle attività negli organi sezionali, che hanno la leadership rispetto alla soluzione di queste difficoltà".
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