
Il processo al frate cappuccino accusato di abusi su una donna disabile verrà processato il prossimo 18 dicembre. Lo ha anticipato ieri la RSI.
A presiedere la Corte delle Assise criminali sarà il giudice Amos Pagnamenta. Due gli episodi al centro dell’inchiesta: il frate avrebbe palpeggiato la donna prima all’interno del convento e in un secondo tempo a casa della vittima. In quel caso, pur non costringendola a una congiunzione carnale ha commesso quello che la legge considera un atto sessuale con una persona inetta a resistere, reato per il quale il codice prevede pene fino a dieci anni di detenzione. Visto che i fatti sono sostanzialmente ammessi il legale Stefano Pizzola aveva chiesto l’espiazione anticipata della pena, richiesta che è stata accolta.
La procuratrice pubblica Valentina Tuoni chiederà una pena compresa tra i due e i cinque anni di carcere.
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