
210mila franchi da restituire allo Stato. Questa la cifra, corrispondente a parte dei sussidi erogati dal cantone, che la Centro turistico Grossalp SA e Giovanni Frapolli sono chiamati a restituire. La somma, anticipata venerdì da Radio Fiume Ticino, è così suddivisa: 160mila franchi che Frapolli deve ridare personalmente e che riguardano i prestiti Lim (erogati nel 2001 per la costruzione dell'albergo Walser a Bosco) e 50mila franchi che la Grossalp SA deve restituire quale sussidio a fondo perso (stanziato nel 1999 per il rilancio degli impianti di Bosco). Mentre per quanto riguarda la Carì 2000 SA di cui attualmente Frapolli è l'unica persona rimasta nel CdA non c'è nulla da restituire. E il governo aveva preannunciato la possibilità di recuperare i sussidi forniti in eccedenza, alla luce dei risultati dell’inchiesta amministrativa Passardi-Corti. Alla Regione Ticino, che ha ripreso oggi la notizia, Giovanni Frapolli ha dichiarato di non voler restituire i soldi. Raggiunto ai nostri microfoni, Frapolli sostiene di voler ricorrere, non perché non voglia restituire i soldi al Governo, ma per "il fatto di essere in chiaro se è vero che questi soldi siano rimborsabili o no". L'imprenditore ticinese inoltre afferma che la richiesta del Consiglio di Stato è illegittima perché il Governo si basa sul principio della restituzione presupponendo che emettere una fattura è nello stesso tempo "conferma che io ho preso i soldi". Ma la realtà è ben diversa per Frapolli, tanto più "che la Grossalp ha confermato anche tramite il controllo delle finanze del cantone che la fattura non è mai stata pagata e per questo motivo la restituzione basata su questa cifra è illegittima". Contattato invece ai nostri microfoni, Arnoldo Coduri direttore della Divisione dell'economia, afferma che "Il Consiglio di Stato ha emanato le decisioni di rimborso sulla base delle leggi vigenti; perciò vedo male il non rispetto delle leggi". Mentre Matteo della Pietra, presidente del Consiglio di amministrazione della Grossalp, osserva “che il cantone ha fatto delle richieste che ora stiamo valutando. Ci sono leggi da applicare e che verranno applicate”. La difficoltà, dice Della Pietra, è che attualmente la Grossalp SA non ha la liquidità necessaria per restituire al Governo i 50'000 franchi richiesti. “Ora stiamo valutando se fare ricorso. La legge è una e identica per tutti, quindi ciò che noi chiediamo è che sia applicata per tutti nella stessa misura”.
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