
Giovanni Frapolli e la Grossalp SA non devono più restituire la somma di 210mila franchi al Governo. E' quanto riportato oggi in un articolo del Corriere del Ticino. Alla base del risarcimento, di cui Frapolli si era rifiutato di restituire, ci sarebbero stati errori procedurali del Governo che con una raccomandata inviata ieri - scrive il CdT - comunica l'annullamento delle risoluzioni, scusandosi per l'errore.Ricordiamo che l'imprenditore ticinese avrebbe dovuto risarcire personalmente il Governo di 160mila franchi mentre la Grossalp SA di 50mila franchi per la restituzione dei sussidi Lim versati in esubero. Da noi intervistato negli scorsi giorni, Frapolli aveva dichiarato che avrebbe fatto ricorso non perché non volesse restituire i soldi al Governo, ma per "il fatto di essere in chiaro se è vero che quei soldi siano rimborsabili o no". "Purtroppo – scrive il Governo nella raccomandata inviata a Frapolli – per una svista manifesta in cui sono incorsi i servizi giuridici della divisione dell’economia, non si è avvertito che tali risoluzioni costituivano a quel momento dei semplici progetti e che andavano sottoposte, come tali e unitamente all’inserto di causa, alle parti interessate a tutela del loro diritto di essere sentite e di poter consultare gli atti". "In queste circostanze – continua il Consiglio di Stato - procediamo pertanto all’annullamento formale delle risoluzioni dello scorso 18 marzo e vi assegnamo un termine al 17 aprile prossimo per presentare al riguardo le vostre osservazioni e ci scusiamo per l’irregolarità della procedura adottata". Ora, dopo l'annullamento del risarcimento di 210mila franchi, Frapolli e la Grossalp dovranno presentare le proprie osservazioni sui versamenti ricevuti.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

