
Il maltempo di questo mese di novembre ha creato non pochi disagi alla circolazione stradale, da entrambi i lati del confine italo-svizzero.
Ma se nel nostro Cantone buona parte delle situazioni problematiche sono già state risolte, lo stesso non si può dire per la provincia di Varese, dove diverse strade utilizzate quotidianamente dai frontalieri che vengono a lavorare in Ticino sono tuttora chiuse e rischiano di restarlo per molto tempo ancora.
Una su tutte, la statale che costeggia il fiume Tresa, tra Ponte Tresa e Luino, chiusa da ormai più di una settimana e senza date di riapertura all'orizzonte. O ancora la Cremenaga-Viconago, un'altra strada imboccata giornalmente come scorciatoia da numerosi lavoratori d'oltreconfine.
Il traffico veicolare dei frontalieri cerca quindi strade alternative, sul versante svizzero.
Un fenomeno che preoccupa l'UDC, che parla di "conseguenze facilmente immaginabili".
"Oltre ad un ulteriore intasamento della strada di fondo valle, è probabile che anche le strade del Medio Malcantone, già sfruttate quali valide alternative, potranno a loro volta essere invase da questo traffico parassitario" sostengono i democentristi. "Il traffico veicolare dai nostri villaggi verso Lugano e il luganese rischia pertanto di subire un ulteriore pesante sovraccarico con il rischio di collassare."
A preoccupare l'UDC, inoltre, sono i tempi biblici necessari per una risoluzione del problema da parte italiana.
"Recentemente i media hanno riportato la notizia secondo la quale le autorità politiche italiane (Regione e Provincia) avrebbero dichiarato che la valutazione in merito ad una possibile soluzione del problema sarebbe stata rimandata sine die … al momento della cessazione del maltempo" affermano i democentristi.
I quali presentano un'interrogazione al Governo (primo firmatario Orlando Del Don) per sapere in che modo il nostro Cantone intende muoversi per limitare i disagi legati a questo nuovo traffico parassitario nel Malcantone, e non solo, vista per esempio la frana di ieri sulla statale del Lago Maggiore.
"Il Consiglio di Stato è già in possesso di un rapporto tecnico che illustri la situazione relativa ai flussi veicolari in provenienza dall’Italia, del sovraccarico veicolare nelle regioni interessate e sullo stato di sicurezza di queste vie di transito?" chiede l'UDC. "Il Consiglio di Stato è in contatto con le competenti autorità italiane in modo da monitorare e valutare in tempo reale la situazione e le possibili soluzioni? Il Consiglio di Stato ritiene che questa situazione possa trovare una soluzione in tempi brevi-medi? Quali garanzie ha ricevuto il Governo dalle competenti autorità italiane circa la soluzione del problema e cioè la messa in sicurezza e la riapertura delle strade italiane utilizzate dai lavoratori frontalieri nel loro quotidiano percorso casa-lavoro?"
E infine: "Quali sono o, meglio, quali saranno gli scenari futuri con i quali dovremo ancora confrontarci in questo delicato ambito delle comunicazioni stradali fra Italia e Svizzera, in assenza di garanzie, accordi e soluzioni condivise con le Provincie e le Regioni confinanti?"
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