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Ticino
Franco forte: le misure della Camera di Commercio
Redazione
15 anni fa
Chieste - tra l'altro - la liberalizzazione degli orari dei negozi e la riduzione del costo della benzina e dell’IVA

Abbattere i costi a carico delle aziende. Pressione fiscale compresa. Questo è uno degli aspetti più importanti della strategia che gli imprenditori indicano al mondo politico per contrastare la forza del franco e le conseguenze dell’attuale contesto internazionale. Dopo l’Associazione Industrie Ticinesi, oggi è stata la volta della Camera di Commercio. L’industria ha messo l’accento su una serie di misure strutturali a medio lungo termine, la Camera di Commercio si concentra su strategie urgenti, misure rapide, ha spiegato il direttore Luca Albertoni, semplici da applicare e dai benefici immediati. Ed ora, sul fronte padronale, il quadro è completo. La visione non è distante da quella del Cantone, ma il pacchetto presentato settimana scorsa dal Dipartimento Finanze e Economia viene qui arricchito da una serie di complementi che, spiega la Camera di Commercio, non sono dettagli. Ad esempio l’estensione della legge contro la disoccupazione e l’abolizione di una tassa che attualmente porta al cantone quasi 50 milioni di franchi all’anno: la tassa di bollo. Tra le misure più eclatanti formulate oggi, all’attenzione del Cantone o della Confederazione, citiamo ancora la liberalizzazione temporanea degli orari d’apertura dei negozi, l’annullamento degli interessi di mora sugli acconti d’imposta, la riduzione del costo della benzina e dell’IVA, la creazione di un fondo cantonale per le aziende in difficoltà, il contenimento dei costi dell’energia elettrica.Matteo Bernasconi

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