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Franchigie: “La ricetta può funzionare, ma da sola non basta”
Franchigie: “La ricetta può funzionare, ma da sola non basta”
Franchigie: “La ricetta può funzionare, ma da sola non basta”
Redazione
8 anni fa
La proposta è stata discussa oggi a Lugano durante l'incontro organizzato da Curafutura

Dal tema dell’invecchiamento della popolazione, al problema, fonte di eterne polemiche, dell’aumento dei premi di cassa malati. Il presente e il futuro dei complessi meccanismi che regolano il sistema sanitario svizzero sono stati passati al setaccio oggi a Lugano durante un incontro organizzato dall’Associazione delle Casse Malati “Curafutura”. Sul piatto non poteva mancare la proposta di Philomena Colatrella (numero uno di CSS) di innalzare le franchigie delle casse malati fino a 10mila franchi per tentare di fermare l’aumento dei premi. Proposta irrealistica per alcuni (come il deputato UDC Heinz Brand, vaste fette della sinistra, o l’Organizzazione dei pazienti) ma non per tutti.

"E' un tema, si deve discuterne, perchè può portare a un freno dei costi della salute. È tuttavia necessario discutere di un eventuale innalzamento della franchigia a 10'000 franchi. Adesso l'abbiamo a 300 franchi e vogliamo che sia alzata a 500 o 600 franchi. Questa discussione si deve fare per arrivare a una responsabilità individuale in questo sistema sanitario", ha dichiarato il direttore di Curafutura Pius Zängerle ai microfoni di TeleTicino.

Ma la revisione delle franchigie  è solo uno dei passi necessari per tentare di fermare l’aumento dei premi. Prioritario sarà anche il passaggio dall’attuale sistema di finanziamento ambulatoriale (oggi coperto solo dalle assicurazioni) a un sistema di finanziamento “uniforme”, con la partecipazione di cantoni e comuni. "Oggi abbiamo un finanziamento misto stazionario fra Cantoni e assicurazioni, e abbiamo il pagamento totale dalle assicurazioni nell'ambulatoriale. Questo provoca falsi incentivi. Per esempio, in Svizzera non abbiamo una porzione abbastanza grande per l'ambulatoriale, che invece è più a buon mercato e produce una medicina di buona qualità".

Una possibilità che però non raccoglie il consenso del DSS. "Penso sia difficile, anche politicamente, immaginare che venga accettato un meccanismo per cui i Cantoni versano dei contribuiti all'istituzione comune degli assicuratori malattia che poi si occupa del pagamento di tutte le prestazioni. Occorrerà sviluppare questo processo insieme a una revisione dei sistemi di retribuzione - come avvenuto con la revisione della TARMED - e conferendo ai Cantoni adeguati poteri di gestione, di controllo, di limitazione delle prestazioni anche in ambito ambulatoriale", ha spiegato all'emittente di Melide il direttore della Divisione della salute pubblica Paolo Bianchi.

Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino delle 18.45

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