
Dopo più di cinque anni, la frana di Vico-Morcote torna a far discutere. Negli scorsi giorni il Tribunale federale ha accolto il ricorso di una famiglia che chiedeva un risarcimento danni per un immobile di loro proprietà, travolto nel 2009 dal franamento.
La famiglia, lo ricordiamo, nel giugno del 2012, per il tramite del proprio legale, l'avvocato Paolo Bernasconi, aveva notificato al Municipio di Vico-Morcote una pretesa di risarcimento danno di un milione e 470 mila franchi.
Nel marzo del 2013, venne poi presentata una petizione alla Pretura del Distretto di Lugano in cui si intimava al Municipio il pagamento della cifra, maturata a un milione e 600 mila franchi.
Ma il pretore del Distretto ha in seguito dichiarato la petizione irricevibile, perché il Municipio, non possedeva né la capacità giuridica né quella di essere parte, stabilendo che il franamento - provocato dal cedimento di un muro contenimento - non era sanabile mediante una semplice rettifica, nonostante s'intendesse il Comune in generale.
Sentenza che è poi stata confermata dalla Seconda Camera civile del Tribunale di appello nel 2014. Ma la famiglia non si è data per vinta ed è insorta fino al Tribunale federale. La massima istanza negli scorsi giorni si è pronunciata, accogliendo il ricorso.
E così, la sentenza della Seconda Camera civile è stata annullata, e rinviata alla stessa per il calcolo del risarcimento; e alla Pretura del Distretto di Lugano, affinché prosegua la procedura nei confronti del Comune di Vico-Morcote.
Intanto le spese giudiziarie sono state poste dal TF a carico del comune di Vico-Morcote, che dovrà verserà ai ricorrenti, un importo complessivo di tremila franchi.
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