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Ticino
Frana di Preonzo, le aziende restano ma niente indennizzi
Redazione
16 anni fa
Borradori e Sadis hanno informato imprese e comune. Ma le ditte chiedono una perizia indipendente

A Preonzo le aziende minacciate dalla frana potranno continuare la loro attività. Lo ha stabilito il gruppo di lavoro istituito dai dipartimenti del territorio e dell’economia. Una decisione non scontata, che oggi è stata comunicata al Municipio e alle stesse aziende durante un incontro con i ministri Marco Borradori e Laura Sadis. I geologi hanno infatti stabilito che con ogni probabilità il crollo avverrà per spacchi parziali e successivi. Un particolare non indifferente che, assieme al monitoraggio sicuro dell’aerea, offre le garanzie necessarie per rendere la zona sicura o per lo meno abitabile.Intanto, le aziende hanno chiesto una perizia geologica indipendente per valutare il consolidamento della frana o la possibilità di provocarne la caduta in modo controllato.Il ministro Borradori ha tuttavia ribadito che la zona industriale dovrà essere declassata a “zona rossa”. Quindi una zona dove non saranno ammessi nuovi insediamenti e neppure ampliamenti degli attuali. Il rapporto ha pure affrontato la questione degli indennizzi e dei sussidi per eventuali trasferimenti delle aziende in altre zone industriali. La ministra Sadis ha fatto sapere che non vi sono le basi legali per concedere garanzie finanziarie in questo senso. In caso di sospensione delle attività produttive causata dai rischi legati alla frana, le imprese potranno invece beneficiare dell’orario ridotto, quindi dei contributi di disoccupazione parziale. Anche su questi aspetti le aziende sono scettiche e non escludono a priori di chiedere comunque degli indennizzi.[email protected]

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