
“Resterà inagibile almeno fino a venerdì il tratto di strada chiuso da mercoledì scorso fra Riva San Vitale e Brusino Arsizio a causa di una frana". È quanto emerso dalla riunione dello Stato Maggiore degli enti di primo intervento, dove è stato specificato che "poco più della metà dei tremila metri cubi di materiale a rischio scoscendimento sono franati negli scorsi giorni". Non solo, perché le autorità "stanno anche ipotizzando la possibilità di far transitare gli enti di primo intervento, così come i rifornimenti di alimenti, medicinali urgenti e carburanti". Per quanto riguarda i trasporti pubblici, la tratta Capolago-Riva San Vitale rimane garantita. La tratta tra Riva San Vitale e Porto Ceresio è servita tramite un servizio taxi su chiamata, con i costi delle corse a carico di AutoPostale. Il trasporto degli scolari viene invece garantito via battello.
Un paese parzialmente isolato
Dalle ore 19 di mercoledì 19 febbraio Brusino Arsizio è parzialmente isolata dal resto del Cantone. Gli abitanti, così come i frontalieri e i turisti, hanno infatti due possibilità per raggiungere il Ticino: passare dall'Italia e rientrare dal valico di Ponte Tresa, oppure attraversare il lago Ceresio. Una situazione che, come spiegato venerdì a Ticinonews da Michaela Bernasconi Zapf, vicesindaca di Brusino Arsizio, ha portato le autorità comunale a "prepararsi a una chiusura prolungata" della strada.
Strada chiusa dal 19 febbraio
Come scritto, la cantonale che collega Riva San Vitale e Brusino Arsizio è chiusa dallo scorso mercoledì e lo resterà "fino a nuovo avviso". Una decisione presa dalle autorità cantonali perché al di sopra della carreggiata è stata individuata una zona attiva di frana con un volume stimato di circa 3mila metri cubi. Il tutto, scriveva il Cantone, risale alle precipitazioni di inizio mese, quando si sono registrati dei franamenti superficiali e sradicamenti di piante, con la caduta di un masso di circa 250 litri che ha raggiunto la strada cantonale. Un sopralluogo immediato effettuato nelle vicinanze dell’area di distacco ha confermato alle autorità cantonali la presenza di uno scivolamento superficiale e di alcune piante sradicate. E nei giorni successivi, durante i lavori di esbosco e spurgo, sono stati segnalati ulteriori piccoli franamenti e la caduta di sassi provenienti dallo stesso settore. Così è stato deciso di svolgere un ulteriore sopralluogo che ha portato all'identificazione della zona attiva di frana. Bisogna aggiungere che negli scorsi giorni, tramite il pompaggio dell'acqua del lago, gli addetti ai lavori sono riusciti a innestare artificialmente la frana, facendo scendere fino al 40% della massa, a cui si è aggiunto il materiale franato nella notte tra sabato e domenica.
Scattato il divieto di navigazione
Nella giornata di venerdì, infine, le autorità cantonali hanno anche diramato un divieto di navigazione per un raggio di 150 metri, esteso anche per manovre di attracco, ormeggio, balneazione e immersione.

