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Fra Ronny Bianchi e il Governo sono ancora scintille
Fra Ronny Bianchi e il Governo sono ancora scintille
Fra Ronny Bianchi e il Governo sono ancora scintille
Redazione
11 anni fa
Le analisi sulla filiera del legno continuano a causare attriti: "Ostracismo a più riprese" commenta l'economista

Le scintille attorno al tema della filiera del legno fra l’economista Ronny Bianchi e il Consiglio di Stato continuano a scoppiettare.

In un articolo apparso sul nostro portale lo scorso dicembre, in una risposta al parlamentare Franco Denti, il Governo lanciava delle frecciatine all’economista, insinuando in modo non troppo velato come Bianchi non conoscesse il tema della filiera del legno (confronta articolo allegato). Da noi contattato per un commento a caldo, Ronny Bianchi aveva preferito declinare l’offerta e rivolgersi direttamente al Consiglio di Stato. Detto fatto, il giorno dopo la pubblicazione dell’articolo partiva in direzione del Governo una raccomandata in cui l’economista difendeva la sua posizione, definendosi “basito” dalle esternazioni del Governo e non escludendo il ricorso alle vie legali: “Mi sembra di poter affermare che a non conoscere le potenzialità economiche del settore non sia il sottoscritto – scriveva Bianchi – che poi il CdS valuti (ora) negativamente le mie competenze mi sembra una presa di posizione poco consona a un’istituzione di questo livello, oltre a mettere in discussione la mia professionalità senza nemmeno avermi interpellato, le cui conseguenze potrebbero anche essere valutate penalmente.”

L’economista aggiunge che parte delle sue conclusioni, formulate dopo valutazioni con esperti dell’Accademia di architettura di Mendrisio, sono state completamente ignorate.

“Lo studio sulla filiera bosco-legno (inserito nei progetti strategici della Nuova politica regionale) è stato commissionato dal CdS e seguito da un gruppo di accompagnamento che ha fondamentalmente condiviso le mie analisi, salvo le continue contestazioni del responsabile della Sezione forestale che ha posto anche diverse difficoltà nel fornire i dati necessari all’analisi di alcuni aspetti importanti come quelli sulla destinazione dei sussidi federali.”

“Le mie conclusioni sono basate sull’analisi della realtà ticinese e dal confronto con situazioni simili in altri cantoni della Confederazione. Le proposte principali emerse nello studio sono basate sul PEC, condiviso sia dal CdS sia dal Gran Consiglio, così come gli incrementi dei tagli, basati sulle proiezioni della Sezione forestale.”

“Le potenzialità della filiera nel settore edile sono state valutate con esperti dell’Accademia di architettura con la quale avevo gettato le basi per una collaborazione e per eventuali sviluppi progettuali, totalmente ignorate. Anche proposte minime come la sviluppo dei parchi gioco – sempre in collaborazione con l’Accademia – sono pure state ignorate. Uguale sorte anche alla proposta di programmare razionalmente i tagli su un periodo di 5 anni, che poteva essere la base per uno sviluppo della filiera a costi più competitivi.”

“Purtroppo – conclude Bianchi - il CdS non ha ritenuto opportuno rispondere alla mia lettera raccomandata e quindi reputo utile – per tutti coloro che s’interessano del tema – rendere pubblica la mia posizione. Non tanto per difendere la mia professionalità – che naturalmente è in questione – ma proprio perché sono convinto che questa filiera potrebbe svilupparsi positivamente senza l’ostracismo che ho potuto notare a più riprese.”

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