
Flagellato da piogge e temperature al ribasso, con sprazzi di sole sporadici, questo maggio ricco di festività e ponti è stato un mese decisamente variabile a livello climatico. Basti pensare che secondo i rilevamenti di Meteosvizzera Stabio ha registrato più del doppio delle precipitazioni medie e, dulcis in fundo, non ci siamo fatti mancare nemmeno le aurore boreali.
Il turismo non molla
Un clima che però, sorprendentemente, non ha fatto tracollare il turismo. Forte delle ben quattro festività ricorse (Festa del lavoro, ascensione, Pentecoste e Corpus Domini) i turisti nel mese di maggio non sono mancati. Globalmente, secondo i dati preliminari di Hotellerie, i pernottamenti alberghieri (che, ricordiamo, non contemplano Airbnb e altre case secondarie) se la sono cavata con un -2% rispetto a maggio 2023 e con un tasso d’occupazione attorno al 65%. Non di certo un bilancio eccezionale, ma visto il tempo poteva andare peggio. Bene Luganese, Locarnese e Bellinzonese (tutte e tre le regioni segnano il 65% di occupazione), un po’ peggio Mendrisiotto e Basso Ceresio, con il 58%.
Distanza fra centro e periferie
Il vero problema è però la distanza fra centro e periferie: il brutto tempo di aprile e di maggio ha colpito soprattutto le valli e le aree periferiche. Grotti, ristoranti e strutture ricettive sono quindi in una situazione che Hotellerie definisce “molto difficile”. Ad esempio, secondo i dati della piattaforma HBenchmark, la città di Lugano si situa sul 70% di occupazione, mentre la periferia solo attorno al 58%.
Un inizio anno da dimenticare turisticamente
Piu in generale, resta l’onda lunga di un inizio anno turisticamente da dimenticare. Pasqua bassa e un aprile disastroso hanno spinto i pernottamenti a calare del 20% rispetto alla prima parte del 2023. Secondo gli operatori del settore un recupero completo sarà impossibile. Positive, per contro, le stime per giugno 2024, con il tasso di occupazione che sarà simile a quello del 2023, ovvero attorno al 60%.

