
A gongolare questa sera sono soprattutto i "partitini", perché fra le formazioni più grandi l'unica che vede un incremento dei consensi è l'Udc. A Matrioska i leader delle formazioni tirano le somme del voto per il Gran Consiglio.
Boris Bignasca
Il Centro ha superato la Lega come seconda forza in Parlamento. L'esito ottenuto dalla formazione di Via Monte Boglia amareggia il capogruppo nella passata legislatura, Boris Bignasca. “È un voto che ci rattrista e ci delude. Siamo amareggiati. Abbiamo perso quattro deputati, quasi tutti a vantaggio dell’UDC. Abbiamo fatto schifo in Gran Consiglio. Agli elettori non piace una Lega come partito di Governo, ma vogliono un movimento di opposizione. Dal 3 maggio faremo questo. Non possiamo continuare a perdere quattro deputati a legislatura. L’alleanza con l’UDC e la visibilità che viene data a questo partito, unita al fatto di essere stati troppo ministeriali e istituzionali, ci ha danneggiati. Dobbiamo cambiare". Come fare opposizione con due ministri del tuo stesso partito? "Faremo opposizione a tutti e cinque i consiglieri di Stato. La nostra prima posizione sarà quindi il No, poi seguirà il Forse”.
Sergio Morisoli
Decisamente più sorridente Sergio Morisoli, capogruppo Udc nell'ultima legislatura. “Oggi abbiamo vinto come squadra. L'Udc continuerà a fare quanto fatto finora: 4 e 8 anni fa abbiamo deciso di fare un’opposizione costruttiva e manterremo questa strategia. Su questo fronte terremo d'occhio tutti e cinque i Dipartimenti, dibattendo anche sui temi di Dt e Di. Se la Lega vorrà proporsi come più 'barricadera', dovrà per forza confrontarsi con i suoi consiglieri di Stato, mentre noi saremo più liberi di fare opposizione: fare una politica senza responsabilità di governo è chiaramente diverso e noi giocheremo fino in fondo sui temi che ci stanno a cuore”.
Alessandro Speziali
Fra gli scontenti del risultato odierno c'è pure il presidente del Plr Alessandro Speziali. “Sono deluso: il nostro obiettivo non è stato raggiunto. Penso che il Plr abbia pagato l’astensione, un afflusso verso la scheda senza intestazione e chi ha votato altri partiti. La nostra autocritica è forte, il comportamento dei votanti ci pone delle domande. Ci stiamo interrogando sui temi e sul nostro approccio. I nostri candidati si sono però rivelati delle macchine da voti e hanno ricevuto molta fiducia da parte dell’elettorato ticinese, ma questo non basta. Ci sarà del lavoro da fare”.
Fabrizio Sirica
"La nostra sconfitta è stata infine ridimensionata. Tutti i partiti storici stanno pagando e perdendo voti”, commenta il co-presidente del Ps Fabrizio Sirica. “All’interno del partito non ho comunque percepito la distanza che c’era con il mondo reale. Dovremo recuperare questo aspetto nei prossimi anni”. Oggi, di fronte ai risultati che stavano giungendo, Laura Riget ha affermato che qualcosa è stato sbagliato e che ora occorre capire cosa. “Questo discorso lo dovremo fare e mercoledì sera ci confronteremo al Comitato cantonale. È chiaro che perdere mostra che si è sbagliato qualcosa, ma io difendo la scelta di principio dell’alleanza con i Verdi, che secondo me deve continuare. La sinistra fa fatica”. Avanti ha però ottenuto un risultato importante: non è un partito di sinistra? “Se guardo alle posizioni che hanno preso - considera Sirica - non sono a sinistra, ma lo hanno detto anche loro. Penso che Avanti non prenderà posizioni affini all’area rossoverde. Vedremo”. Lo sguardo di Sirica è già rivolto al futuro. “Il progetto rossoverde per noi non finiva alle cantonali, ma l’obiettivo del secondo seggio è a medio-lungo termine. Penso che abbiamo gettato le basi per arrivarci".
Marco Noi
Nell'area rosso-verde perdono seggi il Ps ma anche i Verdi. In casa ecologista si tira però il fiato per avere mantenuto 5 seggi, potendo continuare in questo modo a fare gruppo. “Se avessimo perso il gruppo saremmo stati in grave difficoltà", commenta il co-coordinatore Marco Noi. "Avrebbe voluto dire ricominciare da capo tutto il lavoro. Possiamo quindi dire di essere contenti. Per un’analisi più precisa, specialmente per capire l’influenza dell’alleanza con il Ps, bisogna aspettare. Non siamo comunque riusciti a raggiungere tutti gli obiettivi prefissati: volevamo espanderci verso il centro con la candidatura di Boas Erez e probabilmente ce l'abbiamo fatta, ma abbiamo perso da un’altra parte. Ora dovremo capire il perché”.
Fiorenzo Dadò
Fra i partiti storici, l'unico soddisfatto è il presidente del Centro Fiorenzo Dadò. L'ex Ppd mantiene le sue posizioni in Gran Consiglio. “Avevamo dichiarato ad inizio campagna elettorale che l’obiettivo era mantenere i seggi in Consiglio di Stato e Gran Consiglio. Ieri siamo avanzati: De Rosa ha fatto una votazione stratosferica e così il primo obiettivo è stato raggiunto. Con la presentazione di tutte queste liste e di tutti questi candidati e con i risultati ottenuti dai partiti minori, posso dire che un partito storico abbia raggiunto si stia rinnovando”.

