
E' di ieri la bomba che da inizio ottobre sarà vietato impiegare manodopera alla domenica. Lo ha decisoil Dipartimento cantonale delle finanze e dell'economia (DFE). E questo vale anche per il Fox Town di Mendrisio, che ha potuto beneficiare dell'apertura domenicale per circa un ventennio. E oggi Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini dell'MpS, con una lunga nota stampa nella quale ricostruiscono la vicenda secondo il loro punto di vista, chiedono le dimissioni della direttrice del DFE Laura Sadis.Si parte da lontano: dal 1996"Il lavoro domenicale permanente in un centro commerciale - ricordano Giuseppe Sergi e Matteo Pronzini - si manifesta in Ticino con la creazione del centro FoxTown a Mendrisio nel 1996. Il Centro ottiene un'autorizzazione cantonale alle aperture domenicali. Tale autorizzazione si basa sul Regolamento d’applicazione della legge cantonale sul lavoro (art. 9 e 10 lett. f). Con la modifica di questo regolamento (avvenuta nello stesso anno) il Governo cantonale aveva esteso l’elenco dei comuni considerati come zone di confine, segnatamente includendovi tutti i Comuni del Mendrisiotto, e ampliato l’elenco delle categorie di negozi abilitati a prolungare gli orari di apertura, in particolare aggiungendo ai negozi di maglieria e biancheria quelli di abbigliamento. Questi negozi, sulla base di questo regolamento, possono essere autorizzati ad aprire, su istanza, ogni domenica dalle ore 9.00 alle ore 19.00, a condizione che "l'attrattività economica" dell'apertura domenicale venga dimostrata. Quella concessione al FoxTown venne concessa e poi, rinnovata, anno dopo anno senza suscitare alcuna opposizione. Tale autorizzazione alle aperture non rappresentava, né rappresenta tuttora, una autorizzazione ad impiegare personale la domenica. Se per il primo periodo di apertura (6 mesi), concesso a titolo temporaneo, l'ispettorato cantonale del lavoro può autorizzare il lavoro domenicale, tale autorizzazione non è possibile se le aperture dei negozi nei centri commerciali assumono un carattere permanente. Il lavoro domenicale permanente nel settore della vendita non è infatti ammesso dalla Legge federale sul Lavoro (LL). Solo alcuni settori, e sulla base di particolarità fissate nella legge, possono essere oggetto di deroga". L'accordo tra sindacati e FoxTown"In questo contesto - prosegue la nota stampa - appariva evidente che, dopo il primo periodo di sei mesi, il lavoro domenicale del FoxTown avrebbe assunto un carattere illegale. Sulla base di questa posizione, e mantenendo comunque una posizione di principio contraria al prolungamento degli orari di apertura e delle deroghe al lavoro domenicale, le organizzazioni sindacali di allora (SEI, OCST, SLSI, ecc.) conclusero un accordo con la proprietà del FoxTown. Partendo dall'idea che il divieto del lavoro domenicale fissato dalla Legge sul Lavoro costituisce un forma di protezione per i lavoratori, si arrivò ad un accordo tra sindacati e FoxTown che i sindacati considerarono allora perlomeno equivalente alla protezione rappresentata dal divieto del lavoro domenicale. Tutta una serie di condizioni protettive venivano fissate in un Contratto collettivo di lavoro (CCL) valido per tutti i negozi allora istallati nel centro e per tutti quelli che sarebbe arrivati negli anni successivi. Sulla base di tale accordo le organizzazioni sindacali si impegnavano a non segnalare all'autorità cantonale e federale la mancata applicazione della Legge sul lavoro. Trattandosi di un accordo "privato", questa posizione non poteva certo sostituire la Legge. Chiunque altro, non vincolato a quell'accordo, avrebbe potuto far valere in questi 16 anni il mancato rispetto della Legge sul lavoro, a partire dall'autorità cantonale, responsabile della sua applicazione. L'autorità politica di allora si fece garante, di quell'accordo, mostrando una certa saggezza, rifiutando altre autorizzazioni di apertura: era infatti questa u
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