
Tutti in queste ore calde dicono la loro sul Fox Town. Anche il Partito Popolare Democratico. Che, con una nota stampa odierna, fa sapere di aver "preso atto con sconcerto" della decisione del Dipartimento delle finanze e dell’economia (DFE) di vietare dal 1. ottobre l’apertura domenicale del centro commerciale Fox Town di Mendrisio.Per il PPD "le spiegazioni addotte dalla Consigliera di Stato Laura Sadis durante l’odierna conferenza stampa non sono né convincenti, né soddisfacenti". "Contrariamente a quanto sostenuto dalla Consigliera di Stato - prosegue la nota stampa - il consenso del mondo politico e sindacale attorno alle aperture domenicali al Fox Town non è mai stato in discussione, come dimostra il fatto che tale situazione perdura da 17 anni senza particolari polemiche". Per il PPD "la situazione del Fox Town è del resto il frutto di un accordo sorto in un ambito, tipicamente svizzero, di pace del lavoro. In questo delicato contesto, responsabilmente costruito negli anni dalle parti sociali a beneficio dell’intero tessuto economico ticinese, l’interventismo goffo e intempestivo del DFE è il peggior servizio che si potesse rendere alla nostra piazza economica, commerciale e turistica (peraltro tutti dossier di responsabilità del DFE)". Secondo il PPD "il Ticino sta affrontando in questi mesi un momento congiunturale particolarmente delicato, nel quale le cittadini e le imprese sono chiamate a un surplus di impegno.Stupisce quindi che il DFE, responsabile di incoraggiare e sostenere l’iniziativa economica, non trovi maggiore urgenza di ordinare l’interruzione di un’attività commerciale particolarmente significativa per l’economia del nostro Cantone, rischiando oltretutto di pregiudicare centinaia di posti di lavoro e importanti entrate fiscali". "Non da ultimo - prosegue la nota stampa - la decisione del DFE appare incomprensibile anche in un’ottica di promovimento economico del nostro Cantone: non è in effetti incoraggiante, per qualsiasi potenziale imprenditore, sapere che il DFE, di punto in bianco, può concepire la limitazione di un’attività economica pur sapendo che tale attività è stata pacificamente accettata per 17 anni e, proprio in virtù di tale situazione, sono stati approntati investimenti di svariati milioni. Su queste basi, quale fiducia si può instaurare tra Stato e mondo economico? L’impressione è che il DFE, per svicolare dalle tensioni che si sono sviluppate in altri contesti attorno alla tematica delle aperture domenicali, abbia deciso di percorrere una irresponsabile via della rigidità, contro le stesse parti sociali e a scapito del nostro tessuto economico". "È ingiusto - si conclude la nota stampa - che il Fox Town, chi ci lavora e chi vi ha investito lavoro, passione e denaro, siano chiamati a pagare per la testardaggine del DFE. Il Partito Popolare Democratico chiede quindi al DFE di tornare sulla propria improvvida decisione, consentendo quindi al Fox Town di continuare la propria attività commerciale alle condizioni pacificamente in vigore da 17 anni e mutualmente concordate tra le parti sociali".
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