
“Il Festival precipita nel fango”. E ancora: “Oliver Père: un disastro. Il gusto del disgusto”. Ma ciò che più pesa non sono le parole del durissimo editoriale che Armando Dadò ha scritto sull’ultimo numero della Rivista di Locarno arrivata oggi in redazione. Sono le due fotocopie che ha allegato (vedi GALLERY, ndr.). Raffigurano quattro scene pornografiche estrapolate dal film L.A. Zombie di Bruce laBruce, pellicola proiettata quest’estate al concorso internazionale del Film di Locarno. Il film platter porno-hard-gay con risvolti metafisici ("cristologici", ha detto alla stampa lo stesso regista quest'estate, ndr.) che ha fatto discutere parecchio, già durante la manifestazione.Ma questa rivista con inserto molto “speciale” non è giunto a tutti i fuochi. Bensì solo ad addetti ai lavori del giornalismo e della politica. Consiglieri federali, ministri ticinesi, municipali, direttori di testata. Una sorta di campagna di sensibilizzazione, secondo l’editore Armando Dadò.“Mandarlo a tutti i fuochi sarebbe stato di cattivo gusto”, ci spiega Dadò. “L’ho spedito ai direttori di giornali e televisioni, al Consiglio di Stato e ai sindaci. Parlando con alcuni deputati mi son reso conto che pochi sanno cosa è passato quest’anno al Festival e che livello si è raggiunto. Le parole da sole non avrebbero reso. Queste foto rendono l’idea”.>>> Nella sezione AUDIO l'intervista completa di Laila Meroni ad Armando Dadò
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