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Bellinzona
«Fortezza non rende giustizia alla storia»: il Noce lancia il referendum
©CdT/Chiara Zocchetti
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Red. Online
4 ore fa
Il movimento politico dell'ex sindaco Brenno Martignoni Polti promuove la raccolta firme per tornare alla denominazione «castelli» e per eliminare il biglietto di ingresso

Il movimento politico Il Noce contesta il via libera del Consiglio comunale al credito di oltre 19 milioni di franchi per la valorizzazione del patrimonio UNESCO di Bellinzona e lancia il referendum. Gli obiettivi? Cambiare la nomenclatura «fortezza» ed eliminare l'introduzione di un ticket a pagamento. Il movimento, si legge in una nota inviata dal presidente Brenno Martignoni Polti, ritiene che il «nome esclusivo di “fortezza”, in luogo di “castelli”, non renda giustizia a storia e a tradizione».

Nella nota si legge: «Il valore aggiunto di avere a Bellinzona tre castelli, tramandati e giunti fino a noi, praticamente intatti, non deve perdersi in una definizione artefatta - a mero scopo di marketing - che toglie sostanza e significati al nostro prezioso patrimonio. Anzi, ne declassa la portata.Oltre alle esigenze di un marchio, secondo il Noce, occorre onorare la memoria storica e le identità di chi ci ha preceduti». E ancora: «La Turrita e chi ci abita hanno sempre nutrito verso i tre castelli un forte senso di appartenenza. Da considerare edificazioni irripetibili, non soltanto di architettura militare, ne vanno messe in risalto le connotazioni distintive uniche, pure quali residenze ducali reggenti. Il tutto, e, meglio come già implementato, non solo a livello nazionale, ma pure oltre i confini, con campagne e promozioni in essere da decenni. Pure il via libera dell’introduzione di un ingresso a pagamento non ha trovato il benché minimo consenso».

Il Noce ha quindi deciso di promuovere il referendum, procedendo alla raccolta delle firme necessarie (3 mila).