
Se l'annoso problema dell'inquinamento del Lago di Lugano a Porto Ceresio non è ancora stato risolto è colpa della Provincia di Varese.
Parola dell'assessore lombardo all'ambiente, energia e sviluppo sostenibile, Claudia Terzi, che ha risposto al sollecito giunto alla regione settimana scorsa dal Consiglio di Stato ticinese, il quale chiedeva di mettere a posto al più presto il depuratore di Cuasso al Monte - origine dell'inquinamento - e si diceva pure pronto a partecipare finanziaramente ai lavori (vedi articoli suggeriti).
Nella risposta della Regione Lombardia, riportata oggi dal Corriere del Ticino, si legge che le risorse ci sarebbero, ma che il problema è organizzativo. "La Provincia di Varese non ha fatto alcun passo in avanti nell'organizzare il servizio idrico integrato così come prevede la norma regionale" scrive l'assessore Terzi.
Interpellata dall'agenzia di informazione della Giunta regionale, l'assessore della Regione Lombardia ha poi nuovamente accusato "l'immobilismo della provincia".
"Ricordo che a Varese c'è già un piano di ambito, in cui sono previsti i lavori necessari per il superamento di alcune criticità e dove la tariffa pagata dai cittadini garantirebbe gli introiti utili a tal fine" ha dichiarato Terzi, ricordando che ilpiano d'ambito, rivisto a metà 2014, ha previsto investimenti per 884 mila euro per la rete fognaria di Porto Ceresio, poco più di un milione di euro per quella di Cuasso al Monte e un milione e 153 mila euro per l'impianto di depurazione sempre di Cuasso.
"Risorse che i cittadini del Varesotto stanno già pagando con le bollette dell'acqua" ha aggiunto l'assessore. "Ma siccome tutto è ancora fermo, anche per una eccessiva frammentazione gestionale, oltre a una inadeguatezza delle reti e degli impianti, forse per la Provincia sarebbe anche il caso di considerare il sostegno economico da parte degli svizzeri."
Insomma, la vicenda di sicuro non si chiude qui. E intanto il Ceresio continua a soffrire.
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