
Il popolo sarà verosimilmente chiamato alle urne per esprimersi su Via Sicura, il programma della Confederazione che mira a rafforzare la sicurezza stradale, prevedendo tra l'altro condanne al carcere per i cosiddetti "pirati della strada".
Come reso noto ieri, in Vallese 14 persone hanno fondato un comitato che sta elaborando una iniziativa popolare, volta in particolare a sopprimere la possibilità di infliggere pene detentive o il sequestro dell'automobile a chi supera di parecchio i limiti di velocità.
L'obiettivo del comitato è di iniziare a raccogliere le firme entro la fine di quest'anno. E si può già sin d'ora immaginare che non sarà un problema raggiungere quota 100'000.
Anche perché la durezza delle attuali sanzioni nei confronti degli automobilisti è sotto gli occhi di tutti, in parte anche delle Istituzioni.
"Ci sono diversi punti di vista" ha commentato il consigliere di Stato Norman Gobbi ai microfoni della RSI. "Questo inasprimento (Via Sicura, n.d.r.) è stato introdotto grazie a un'iniziativa popolare voluta da un'associazione che rappresentava un po' tutte le vittime della strada che, per colpa di pirati, ma anche per colpa di persone disattente che hanno travolto una persona, hanno perso una persona cara."
"Ovviamente bisogna commisurare tutto" ha proseguito Gobbi. "Secondo me, ma anche secondo i colleghi del mio dipartimento, forse le misure sono andate oltre, anche perché non c'è più una proporzionalità rispetto ad altri reati. Un certo riequilibrio ci vuole, ma ci vogliono anche delle sanzioni per coloro che infrangono pesantemente le leggi della strada, soprattutto quando ci sono dei morti."
Il pacchetto Via Sicura, ricordiamo, era stato approvato dal Parlamento nel giugno 2012. Durante l'iter parlamentare il progetto è stato inasprito per soddisfare le richieste di un'altra iniziativa popolare, quella lanciata da Road Cross e denominata "Protezione contro i conducenti spericolati".
L'iniziativa popolare della fondazione che si batte in favore delle vittime della strada era stata consegnata alla Cancelleria federale il 27 aprile 2010 con 105'763 firme valide. Il testo esigeva in particolare condanne da uno a quattro anni di prigione per chi intenzionalmente partecipa a corse-inseguimento o effettua sorpassi temerari, che possono mettere in pericolo la vita o l'integrità altrui. Chiedeva pure la confisca del veicolo e la sua rivendita per aiutare le vittime della strada. Nel caso di una prima infrazione grave alle norme della circolazione, il veicolo sarebbe sequestrato per almeno due anni e a vita in caso di recidiva.
L'iniziativa del comitato vallesano è invece ancora sotto forma di bozza. È attualmente al vaglio di un avvocato losannese che è stato incaricato di preparare il testo definitivo. L'obiettivo, come detto, è di iniziare a raccogliere le firme entro fine anno.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

